Pia Mariani: amori di gioiello

Tra una settimana è San Valentino e tra un impegno e l’altro, i giorni scorrono velocemente (‘solo ieri era Natale!’), mi ritrovo ad avere solo il we per pensare a ‘cosa posso farmi regalare’ o ‘cosa posso indossare’ per quel giorno … Glamour2.0 per tre giorni di seguito ti aiuterà col darti qualche consiglio, speriamo utile.

San Valentino = GIOIELLO! Non so perché ma scatta automaticamente questo pensiero. D’altronde come diceva Marilyn Monroe “Diamonds are a girl’s best friend”

… e il bracciale Le mille e una notte, creato e disegnato dall’eclettica jewelry designer Pia Mariani, può essere il regalo per il tuo San Valentino. Il bracciale, che fa parte della collezione “Sheherazade”, è una vera opera d’arte da indossare. Ispirato dagli elementi stilistici della moda dal Rinascimento ai giorni nostri, “Le mille e una notte” è stato selezionato come gioiello esclusivo per la fiera “PAD Genève ART + DESIGNER”, che si è svolta dal 31 gennaio al 3 febbraio 2019 da Kerry Gallery Paris.

Pia Mariani, dopo una laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera dove riceve la lode in pittura, inizia subito a lavorare come designer per le creazioni di moda, tessuti e manifesti. Dopo 5 anni come indossatrice per famose case di moda – Pims, Soprani, Callaghan e Versace -, nel 1985 inizia la sua attività di design e di progettazione attivando collaborazioni con artigiani e orafi selezionati per studiare in dettaglio microscultura e tecniche per la creazione di oggetti preziosi, sia come pezzi unici che in serie. Dopo numerose collaborazioni con gioiellieri italiani ed esteri, e dopo un viaggio in Giappone, nel 1994 Pia Mariani inaugura il proprio brand, che si contraddistingue per una produzione indipendente, rigorosamente “Made in Italy”, in oro, diamanti e pietre preziose, frutto di una ricerca accurata.

Ne sito http://www.piamariani.com  troverai maggior dettagli; nel frattempo ‘puoi rifarti gli occhi’ ammirando alcuni dei gioielli di questa artista, e i suoi bozzetti, tra cui proprio il bracciale “Le mille e una notte”.

 

L’intimo di CasaGIN che sprigiona energia e benessere per il tuo corpo

CasaGIN è un giovane brand italiano, fondato nel 2017 a Padova da Daniela Prandin. Yoga, lingue e culture orientali, l’eco-friendly sono le passioni che Daniela è riuscita a ricreare nel suo brand, incrociando ‘armonia e benessere’, per uno stile di vita sostenibile e consapevole, senza mai dimenticare la cura per il proprio corpo.

Se indossando un capo firmato CasaGIN proverai un certo benessere e un’energia positiva, l’obiettivo del brand è raggiunto!

I valori di CasaGIN sono tre:

Genuino = i fornitori sono a km 0, perché ogni fase di produzione è svolta in aziende locali etiche

Innovativo = andare oltre, esplorare, con l’obiettivo di limitare l’inquinamento e gli sprechi

Naturale = tutti i filati derivano da tessuti naturali, realizzati secondo procedimenti ecosostenibili

… perché al centro c’è la persona!

E infatti non è un caso che il brand ha esordito con l’ ‘intimo’, che entra in contatto con la pelle e con le parti più delicate del nostro corpo. Le collezioni donna, uomo e bambino non sono stagionali ma durano nel tempo, allontanandosi dalla logica del fast fashion e dell’ “usa e getta”, per offrire al cliente un prodotto qualitativo, atossico, duraturo e riutilizzabile nel tempo.

Tutti i prodotti sono 100% Made in Italy, realizzati con filati di fibre vegetali biodegradabili di legno di faggio e foglia di eucalipto delicate sulla pelle e sicure per l’ambiente. E’ stata inoltre eliminata la plastica, ridotto al minimo l’utilizzo della carta e studiato modalità di riutilizzo dell’intero packaging. E’animal friendly’, per cui tutti i capi non contengono pelliccia, piume o pelle di origine animale.

 CasaGIN, l’abbigliamento che fa stare bene! è adatto al tempo libero e allo sport, come yoga, pilates, trekking e per gli sport invernali: dalle t-shirt alle canotte, agli slip, dolcevita, leggings, joggings o calzini, prodotti da materiali morbidi, traspiranti, anallergici, resistenti e certificati OEKO-TEX®, ovvero privi di sostanze nocive alla salute. Sono altamente indicati per chi ha la pelle molto sensibile o soffre di patologie dermatologiche.

CasaGIN nasce con lo shop online e successivamente allargata anche a rivenditori autorizzati; nel sito trovi tutte le novità del brand http://www.casagin.com e altre curiosità nel living, per la tua quotidianità.

 

 

I cappelli Montegallo 100% in paglia naturale per la tua primavera estate

Nelle Marche, considerato il più importante distretto del cappello a livello italiano e internazionale, si trova Montegallo http://www.montegallo.eu/it/ con le sue creazioni rigorosamente lavorate a mano dai maestri cappellai marchigiani, facendo tesoro dei segreti di una tradizione centenaria: la lavorazione artigiana del cappello di paglia intrecciata.

I cappelli Montegallo si rivolgono a “donne cosmopolite, ricercate, appassionate e divertenti” che amano accessori unici, ma ricchi di dettagli, perché sono personalizzati. In cosa si distingue un cappello Montegallo? Per l’ ‘eleganza’, la ‘semplicità’, e per quel tocco di ‘stravaganza’ che lo rende esclusivo.

I “best seller” sono i modelli “Rossella”, “Lady Texan” e il modello “Texan fringe Saint Tropez”: tutti in paglia 100% naturale. Ciò che li distingue è la lavorazione e il design.

 

I modelli “Rossella” e “Lady Texan” sono intrecciati e cuciti a mano, con una “falda straordinaria 24 cm, morbida” nel primo modello, mentre è rigida e larga per il modello “Lady Texan”.

Il modello “Saint Tropez” invece ha il cinturino in cuoio, una falda, con frange, medio larga, semirigida e con ferretto modellabile

 

 

 

 

 

 

 

A voi, alcune creazioni SS19 di Montegallo!

 

Flavia Amato ci racconta la sua linea all green firmata Malìa Lab

Malìa Lab è “un nuovo modo di vivere e pensare la moda” orientata al ‘biologico’, al ‘naturale’, con ‘manifattura artigianale’. Malìa è una giovane startup innovativa che si sta affermando nel Made in Italy.

Glamour2.0 ha avuto il piacere di intervistare Flavia Amato, l’ideatrice del brand nonché stilista e modellista, per conoscere meglio chi è, i suoi progetti, e altre curiosità!  

Flavia, puoi raccontarci come nasce il brand? “Tutto ha avuto inizio nelle Marche, dove ho frequentato il corso promosso da ISTAO (Istituto Adriano Olivetti), finalizzato allo sviluppo di startup innovative. Ritornata in Calabria, la mia terra, ho sviluppato il progetto che ho maturato durante questo corso, inaugurando nel maggio del 2016 il mio atelier di moda biologica, Malìa. Finalmente il mio sogno realizzato! E’ stato un traguardo non facile da raggiungere. La creazione di una linea all green è frutto dell’incrocio tra due mie grandi passioni: la ‘moda’ e la ‘cura del corpo’. La passione per la moda è genetica e fa parte di me: sono cresciuta guardando mia mamma e mia nonna cucire e con i racconti dello zio che era rinomato sarto, emigrato con successo nel Canada per le sue qualità. L’altra passione è per i cosmetici naturali, che in età adolescenziale era più una necessità per evitare sgradite reazioni a eccipienti sintetici dei prodotti commerciali. Una necessità che mi ha portato a studiare e applicarmi nell’arte, quella che in gergo comune si chiama “spignatto”, ossia nella produzione artigianale di cosmetici con ricette studiate per evitare additivi chimici ed eccipienti artificiali ma derivati dalla natura. I miei studi e il know how acquisito mi hanno sempre portato a considerare il Made in Italy come il nostro ‘cavallo di battaglia’, ma quando poi ho iniziato lavori di stage in rinomate aziende del settore abbigliamento mi sono trovata di fronte a una realtà dove la ‘qualità’ e la ‘cura per il processo produttivo’ erano valori spesso sottovalutati. Ed è così che ho iniziato a pensare che potevo contribuire a diffondere un concetto di moda più genuina, sana, più attenta a ciò che si realizza e a come lo si realizza. Un nuovo modo di vedere la moda’ secondo la logica ‘comprare meno, ma bene!’ E quindi un guardaroba che si contraddistingua nei dettagli, nei tessuti, nel processo rispettoso per l’ambiente e per l proprio corpo”.

Quando Flavia mi dici “curare il proprio corpo” cosa intendi esattamente? “Spesso si tende a trascurare o per lo meno si dedica meno attenzione alla cura della pelle: tenere a contatto la superficie cutanea a materiali trattati con elementi chimici irritanti è potenzialmente dannoso. I tessuti biologici certificati garantiscono una qualità dei filati migliore perché controllata e la produzione è realizzata senza impiegare additivi e sostanze pericolose per il benessere del nostro corpo”.

Quali sono per te gli elementi che caratterizzano una linea ‘all green’? Attenzione per l’ambiente e per il corpo, recupero dell’artigianalità e di tessuti secondo la tradizione ma innovandoli. Devo ammettere che l’idea di creare capi con tessuti biologici non è originale in sé, in quanto già da anni, diverse imprese hanno iniziato un percorso simile. Tuttavia, l’idea di coniugare uno stile ricercato, mai banale, più glamour, è un’idea innovativa, soprattutto se pensato per la quotidianità”.

A cosa ti ispiri quando crei? “A me stessa! Quando disegno una collezione sono sempre elettrizzata. E’ un vortice di emozioni, voglia, desiderio, ansia, meraviglia, sogno, speranza, che si alternano durante la fase di progettazione. La prima fonte di ispirazione quindi sono le linee che si creano nella mia immaginazione, capi che vorrei indossare o che mi piacerebbe creare per me. A volte vedo i campioni dei tessuti biologici e mi viene in mente cosa indosserei con quella nuance partecipando ad una festa, a un aperitivo o a una cena. La campionatura del tessuto ha sicuramente un ruolo importante, se non fondamentale, nella scelta del design. Toccando e saggiando le qualità del filato, la malleabilità, il grado di tensione, riesco ad immaginare quale forma e su quali linee principali possano svilupparsi i capi che andrò a realizzare e con quel particolare tipo di fibra. E come in tutte le espressioni artistiche, anche nella moda è fondamentale uno studio storico alla base, che ti permette di recuperare linee passate, rinnovandole, per essere di tendenza e al passo coi tempi”.

C’è un periodo della moda che più ti piace? “Le mie ispirazioni di stile sono da sempre legate agli anni sessanta e settanta. È una moda garbata, estremamente elegante, una moda che mi rispecchia e che amo rivisitare con i miei capi. Il bon ton, la sensualità femminile, di una donna che ama vestirsi bene, essere elegante e raffinata. Sono comunque sempre aperta a fare nuove esperienze che mi consentono di completare e arricchire il mio bagaglio conoscitivo. La produzione di un capo è un processo molto intimo, a volte dura per giorni, e non si interrompe finché non arrivo materialmente all’esecuzione e alla confezione del prototipo”.

Sei giovane, così come è giovane il tuo brand: quali sono i tuoi progetti futuri? “I miei progetti sono ambiziosi e dai traguardi non facili da raggiungere, ma d’altronde nella vita niente è facile! Sono ottimista di natura e fermamente convinta che se desideri qualcosa e se ti applichi, alla fine sarai ripagato. Io sono fiduciosa che la sostenibilità, anche nel mondo della moda, da scelta radical chic diventerà un ‘modello’ da seguire. Il primo obiettivo che mi pongo è quindi diffondere il marchio Malìa affinché diventi un brand di riferimento nella moda biologica. Nel far ciò è importante sensibilizzare il pubblico e farlo avvicinare a questo ‘mondo’. In fin dei conti, noi stessi siamo il mercato. Noi siamo la domanda e se la domanda cambia, il mercato si adatterà di conseguenza. Ben venga il ritorno alla qualità e al piacere di acquistare un capo realizzato rispettando alcuni principi e con materiali adeguati. ‘Malìa Lab’ non è solo un successo personale ma è anche il successo di un’idea. Il mio obiettivo a lungo termine è quello di creare una filiera regionale. Mi spiego. La Calabria è una regione abbandonata non solo dallo Stato ma anche dai propri cittadini. I terreni sono incolti e rimangono tali per tutta la stagione. Puntare sul settore primario, incentivando la produzione autoctona dei filati, per avere una fibra regionale a Km0, favorirebbe la creazione di posti di lavoro. Inoltre le scuole e le università potrebbero essere coinvolte in questo progetto: le scuole, per insegnare alle giovani generazioni il rispetto all’ambiente e per far scoprire loro la bellezza del ‘creare con le proprie mani’; con le università si potrebbero progettare fibre innovative, dagli scarti dei processi produttivi o dalle piante del territorio. Oltre a tutto questo, mi piacerebbe bandire un contest, per far emergere annualmente una/o stilista calabrese con l’opportunità quindi di presentare nuovi capi utilizzando i tessuti dell’atelier Malìa. Sai quanto interesse genererebbe! Sarebbe una crescita della comunità a 360°, perché è proprio quello che serve; il turismo non basta in quanto, a causa della carenza di servizi, si concentra solo nei mesi estivi di luglio ed agosto. Non penso di riuscire a cambiare tutto da sola, ma sono tante le piccole realtà regionali impegnate nella sostenibilità che potrebbero dare un contributo. Bisognerebbe avere il coraggio di ‘fare rete’, che è più facile a dirsi che a farsi, ma che beneficerebbe tutti”.

In sintesi, quindi, quali sono i valori del brand? Sostenibilità, etica, rispetto, recupero, innovazione sono i valori cardini del progetto Malia Lab: dare risalto al tessuto naturale, studiando forme eleganti e un design accattivante. Un guardaroba eco-etico che abbracci ogni stagione coniugando stile, passione e salute”.

Flavia, a che tipo di donna pensi quando crei? “Più volte mi sono posta questa domanda quando ancora progettavo il mio atelier…ma chi è il ‘cliente tipo’ di Malìa? Di fatto non c’è un ‘cliente tipo’ perché la mia linea soddisfa diverse esigenze e gusti diversi. Per il momento mi concentro sulla moda femminile, ma in futuro – anche questo rientra tra i miei ‘progetti’ – spero di sviluppare la linea bambino e la linea uomo, perché la moda sostenibile non è solo femminile! I miei capi sono pensati per donne di ogni età, purché ami vestirsi con gusto e dallo stile ricercato, senza essere appariscente o troppo vistosa. Lo stile che si associa alla parola moda biologica è quello delle “poche pretese”. Di fatto la moda biologica è associata ad un ‘sacco di juta’. Io ho cercato di dare uno stile e un taglio diverso. Di fatto, da capo “radical chic”, ristretto ad una nicchia di pochi “eletti” del fashion o dello stile sostenibile, si è rivelato un tipo di abbigliamento versatile, che attrae non solo le persone che sono attente a ciò che indossano, ma anche coloro che apprezzano la qualità del design, della confezione, l’artigianalità del prodotto, dell’abito su misura.

Sapresti descrivermi in tre aggettivi la tua collezione A/I? “Tre aggettivi sono pochi! Ma considerato che le collezioni Malìa hanno come filo conduttore la ‘sostenibilità’, l’ ‘artigianalità’, il ‘comfort’ e l’ ‘eleganza’, ti lancio tre aggettivi, corrispondenti ai tre colori base della collezione: il blu, il verde ed il marrone, che tingono di emozione il bamboo, la lana ed il cotone. I colori sono il bello della vita, arricchiscono gli oggetti, comunicano sensazioni e influiscono sullo stato d’animo. Il blu nella tonalità indaco, raffinato e sensuale, dalle sfumature violacee, è abbinabile anche al nero, per outfit sofisticati e di classe. Il gioco dei filati di lana con sfumature salvia, smeraldo e bianco, si fondono in una trama elegante, che arricchiscono i modelli e alleggeriscono la tonalità del verde, donando al capo uno stile senza tempo. L’arancione ed il marrone si fondono su una base nera per creare un caldo ruggine, una sfumatura che ci trasmette una sensazione di tepore e morbidezza, donando l’idea di un caldo abbraccio che ci riscalda. Su questi tre tessuti abbiamo modellato la maggior parte delle creazioni, partendo dal filato, dalla sua particolare colorazione, cercando di disegnare i modelli che siano in grado di dare la sensazione descritta. Tutto il design, come sempre, è filtrato attraverso i principi basilari del brand: la funzionalità, lo stile ed il comfort. Sono capi disegnati per ogni momento della nostra giornata, lavorativo o tempo libero, cercando di sfruttare al massimo le qualità e le peculiarità del filato, per renderlo quanto più confortevole. Se indossando i capi della collezione avrete le stesse sensazioni che ho descritto, avremo raggiunto il nostro scopo! E’ un guardaroba polivalente, per una donna che ama distinguersi con gusto, consapevole di indossare tessuti di qualità, e quindi preziosi, che solo i filati naturali possono dare”.

Cosa significa per Flavia essere ‘glamour’? “Letteralmente glamour significa ‘eleganza’, ‘sensualità’, ‘fascino’, ma assume poi diverse sfaccettature in base a come pensi ed intendi intimamente queste tre nozioni. La mia fonte di ispirazione è la stilista Coco Chanel, icona di stile ed eleganza. Coco Chanel era ed è il glamour. Una caratteristica che distingue il glamour dall’essere un semplice sinonimo di eleganza è la capacità di resistere allo scorrere del tempo. Creazioni eleganti e senza tempo sono glamour! E Coco Chanel rispecchia questo: uno stile che non muore mai, sempre attuale, sempre piacevole, sempre di classe. Una sua frase di Coco Chanel che cito con piacere è:

“La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza”

Direi che nessuna frase possa riassumere meglio ciò che intendo per glamour. Per me l’eleganza è nella semplicità, ovvero dettagli e linee garbate, pulite, essenziali, che non sfocino nel ‘barocco’ e nel ‘volgare’, ma uno stile raffinato, il gusto di apparire facendosi desiderare”.

Non ci rimane che ringraziarti Flavia Amato per il tempo che ci hai dedicato nel raccontarti e nel raccontare il tuo brand. A Glamour 2.0 non rimane che continuare a seguirti nel tuo percorso di crescita, scoprendo le novità delle tue creazioni, e augurarti il meglio per i tuoi progetti futuri, incoraggiandoti a continuare a ‘creare’ coerentemente ai valori che il brand porta avanti.

 

Il Giardino planetario: la collezione SS19 di Loredana Roccasalva

“Il Giardino Planetario” è la collezione SS19 di Loredana Roccasalva che prende spunto da MANIFESTA 12, biennale di arte contemporanea che quest’anno ha scelto come sede Palermo.

Fusione

Inclusione

Sovrapposizione

sono i temi-chiave di questa collezione.

Immaginiamo … una passeggiata nel ‘giardino planetario’, dal paesaggio surreale, che porta al MuLINO, una fabbrica dismessa degli anni ’50 che sarà protagonista di un progetto di riqualificazione, a cura della stessa designer, per diventare un’area LAB mèta di “future fusioni e incontri planetari”. In tal senso, il Giardino planetario diventa una metafora della contaminazione e della trasformazione della materia prima del “granaio” in nuova essenza. Diventa la location per immortalare gli outfit di questa nuova collezione “in immagini senza tempo e legare il prodotto ai luoghi della sua trasformazione”.

E quindi, “i plissée rendono le forme più armoniche e sinuose, le gonne descrivono l’alternarsi dei volumi di questo giardino, a volte vaporose e rigogliose e altre, invece, fluide ed essenziali”.

 

I tessuti ritornano alla natura con filati naturali come, appunto, il plissée di georgette, oppure il lino bianco o naturale spalmato oro e ricamato, il broccato di cotone stampato con la fantasia del giardino planetario, l’organza di seta e per finire il tessuto con lavorazioni a forma di petali tagliato a laser. I fili di grano sono le lavorazioni protagoniste della collezione in chiffon di seta pieghettato e per i top in tulle di cotone. I colletti diventano preziosi accessori interscambiabili e i polsini hanno un design che sembrano bracciali di stoffa.

Le nuance che tingono i capi sono il rosso hibiscus intenso baciato dal sole, il bianco “profumoso” del gelsomino arabo, il nero profondo delle notti estive, l’oro che riecheggia le distese dei campi di grano a giugno, quando la terra sembra baciata dai raggi del sole.

“Nella fantasia del Giardino planetario i verdi del bosco si mischiano ad infiorescenze dal sapore tropicale”.

Per ripercorrere la storia di Loredana Roccasalva vi rimandiamo ad alcuni nostri articoli https://bit.ly/2H978ZG https://bit.ly/2VJHDBG mentre per visitare il sito del brand http://www.loredanaroccasalva.it/

 

Nella nostra photogallery alcuni capi della collezione SS19 del brand:

 

La collezione SS19 di Giorgia Arcidiacono ispirata al pittore Kandinskij

Oggi vi parliamo per la prima volta della stilista Giorgia Arcidiacono, pugliese, fondatrice del brand che porta il suo nome!

Da 10 anni stilista, con un background formativo importante, Giorgia ha ereditato la passione per questo lavoro dalla nonna. Per Giorgia viaggiare è sinonimo di ‘arricchimento culturale’ e ha scelto Napoli per vivere e sviluppare il suo brand.

E infatti le creazioni di Giorgia Arcidiacono sono rivolti a una donna “viaggiatrice, dinamica, eclettica”, amante del comfort e  della praticità senza rinunciare alla femminilità ed eleganza.

Il brand si contraddistingue subito per una linea di cappelli haute couture e per i tessuti pregiati, creando capi anche su misura eleganti e versatili.

La collezione SS19 s’ispira alla sintonia di colori del pittore del ’900 Kandinskij, nonché alle geometrie delle forme che rappresentano gli elementi chiave della nuova collezione. Un ottimo connubio tra arte e moda!

“Le silhouette diventano ampie, morbide e fluide consentendo libertà nei movimenti e creando eleganti sinergie tra colori e volumi”. La collezione propone lunghi gilet super femminili, seducenti abiti proposti nelle varie lunghezze, gli irrinunciabili jumpsuit, fino ai pantaloni da abbinare alle inconfondibili camicie, ai body e ai crop top.

Alcuni dei tessuti utilizzati sono il velluto in seta, il crepe de chine e satin. Il denim lavato a mano dona una concretezza maggiore e “si tinge di sfumature artistiche come se fossero tele d’autore”.

Le stampe se pur diverse tra loro, creano una sintonia di colori: gli iris sono proposti in quattro macchie di colori e dimensioni, la palette colori riprende le tonalità astratte delle opere di Kandinskij, che vanno dal verde al rosso fino al giallo ocra, spennellando i tessuti come se fossero delle opere artistiche.

Non possono mancare i cappelli in tessuto, mentre gli abiti sono realizzati con la tecnica moulage per esprimere l’alta sartorialità italiana che sta dietro ad ogni creazione firmata Giorgia Arcidiacono.

Sul sito www.giorgiaarcidiacono.com trovi tante informazioni su questo brand. E ricordati che Giorgia Arcidiacono – ci piace sottolinearlo – fa capi su misura … immagina l’emozione di indossare un pezzo esclusivo pensato solo per TE!

Vi salutiamo con una carrellata della collezione SS19 di Giorgia

Pitti Immagine Uomo 95 is coming! The global headquaters for fashion & lifestyle

Pitti Immagine Uomo, dall’8 all’11 gennaio, è l’appuntamento da non perdere perché ogni edizione presenta grandi nomi conosciuti nel fashion design ma anche brand emergenti, nazionali e internazionali. La location invece è una costante: la Fortezza da Basso, a Firenze.

Sono tanti gli eventi speciali di questa edizione e Glamour 2.0 te ne segnala alcuni, ma ti invita ad andare sul sito della manifestazione http://www.pittimmagine.com/corporate.html per consultare il programma dettagliato!

Alcuni degli eventi speciali di questa edizione:

Y/PROJECT, Menswear guest designer – Il designer belga Glenn Martens, direttore creativo di Y/PROJECT – vincitore lo scorso anno del prestigioso Andam Fashion Award – presenta la nuova collezione uomo FW2019/2020 in uno speciale fashion show, oggi, mercoledì 9 gennaio alle ore 18.00, nella splendida location del Chiostro Grande del Complesso di Santa Maria Novella.

Aldo Maria Camillo, Pitti Italics Special Event – Fondazione Pitti Immagine Discovery invita Aldo Maria Camillo per l’esordio assoluto del brand che porta il suo nome: AldoMariaCamillo. Dopo un percorso professionale ricco di prestigiose collaborazioni, da Ermenegildo Zegna a Valentino, da Cerruti a Berluti, il designer italiano presenta con una sfilata – giovedì 10 gennaio alle ore 17.00, allo Spazio Alcatraz della Stazione Leopolda – la sua prima collezione, concepita come un ideale guardaroba dell’uomo moderno.

 Gli eventi al Dogana hub:

Art-Meets-Fashion: il progetto speciale firmato Haculla – Haculla, brand ispirato dal lavoro dell’artista di strada Harif Guzman e ideato dal direttore creativo Jon Koon, sarà protagonista di un progetto-evento capace di coniugare arte e moda negli spazi della Dogana. Un’installazione artistica dedicata alla continua evoluzione della street art newyorchese e alla sperimentazione di materiali innovativi. E poi il fashion show della collezione FW 2019 – giovedì 10 gennaio – nella quale Koon riflette sull’evoluzione di Guzman come artista. Haculla presenterà anche una speciale capsule collection all’interno della sezione luxury street style unconventional alla Fortezza da Basso.

Concept Korea presenta la sfilata di Beyond Closet – Grazie a una nuova collaborazione con KOCCA – Korea Creative Content Agency – Pitti Immagine Uomo accende i riflettori sui più interessanti brand dalla Corea del Sud. A questa edizione, oggi, 9 gennaio, alla Dogana, sfilerà la collezione di Beyond Closet.

Inside / Outside

Pitti Uomo non è solo alla Fortezza, ma coinvolge la città fiorentina attraverso installazioni-evento o spazi dal layout sempre più interattivi e scenografici, oltre che a spazi-satellite esterni e vicini alla Fortezza, ideali per il lancio di capsule e progetti specifici. Tra questi, Glamour 2.0 ti segnala:

Woolrich – Alla Sala Ottagonale, Woolrich ti invita a un’immersione nell’universo stilistico del brand; un’installazione evento, con un focus sul freddo e sulla performance, che è anche una modalità innovativa di interpretare lo spazio espositivo.

Diadora – brand affermato worldwide per le sue collezioni sport e lifestyle, Diadora rende omaggio ai suoi 70 anni attraverso l’arte contemporanea con l’esposizione It Plays Something Else. La mostra, inaugurata martedì 8 gennaio alle ore 22.00 alla Stazione Leopolda, si sviluppa intorno all’idea di ‘velocità’ come elemento comune agli sport di cui il marchio è stato punto di riferimento negli ultimi settant’anni.

Ecoalf: #BecausetherisnoplanetB mercoledì 9 gennaio alle ore 16.30 presso la Limonaia di Villa Vittoria, Ecoalf, azienda pioniera del fashion sostenibile, presenta la capsule made in Italy creata con materiali sostenibili e riciclati da un lavoro a quattro mani di Ana Gimeno e l’eco-designer Tiziano Guardini. Una capsule urbana e genderless, basata su lana, cotone, nylon e cachemire rigenerato.

Il lancio della collezione FILA Fjord giovedì 10 gennaio alle ore 18.30 a Palazzo Borghese si inaugura la piattaforma di lancio di FILA Fjord, la linea premium firmata dalla direzione creativa di Astrid Andersen che esalta la storia di FILA come espressione dello slogan The Measure of Perfection.

Special highlights di Pitti Uomo: anteprime, debutti e co-lab:

Herno presenta la collezione Herno Laminar – Sartorial Engineering all’interno di uno spazio espositivo dedicato in Fortezza. Una evoluzione della linea Herno Laminar, di grande successo internazionale, lanciata nel 2012 proprio a Pitti Uomo.

Barbour festeggia 125 anni! A Pitti Uomo, una grande zona di WP Area sarà dedicata a questo brand, che lancia una capsule collection in collaborazione con il designer Daiki Suzuki: una collezione di capi iconici rivisitati ad hoc e una nuova linea per le temperature più rigide.

Allegri svela a Pitti Uomo la nuova collaborazione con Cottweiler, il brand inglese disegnato da Ben Cottrell e Matthew Dainty. Nasce Cottweiler for Allegri: heritage e design moderno si uniscono in una capsule di dieci raincoat molto speciali.

John Varvatos Enterprises, lifestyle brand globale, per la stagione AW19 mostra la nuova collezione attraverso una speciale installazione allo Spazio dello Sprone.

JOOP! brand tedesco high profile, sinonimo di stile e di qualità dall’imprinting contemporaneo, presenta la collezione AW19 Urban Ambassadors e la Jeans Capsule Collection Re-Invent – 1988 Original.

Rewoolution presenta la linea activewear che rivoluziona l’abbigliamento tecnico per lo sport e il tempo libero. Collezione di capi altamente performanti e sostenibili realizzati nel rispetto degli animali e dell’ambiente, Rewoolution si rivolge agli sportivi, agli amanti dell’outdoor, ma anche a chi vive la città con dinamismo.

Aeance lancia la Collezione 03, co-lab con il famoso designer industriale Konstantin Grcic. Una proposta ready-to-wear sviluppata con tecno materiali esclusivi e tecniche innovative, che combina i capi iconici Aeance con una serie di pezzi sartoriali. L’approccio eco-sostenibile è all’avanguardia: per il 96% i tessuti sono riciclati, naturali, biodegradabili o su base biologica.

Les Hommes Group lancia due importanti progetti: la nuova linea contemporary Lhu Urban, dall’anima metropolitana, e la nuova collaborazione con un brand iconico dello sport come “Sergio Tacchini”, da cui nasce la nuova capsule Collab Sergio Tacchini Les Hommes.

Ben Sherman, iconico marchio britannico, celebra oltre cinque decadi di shirt-making all’interno di uno spazio ai Magazzini Teatro.

Eleanor McDonald, giovane designer londinese, che si è recentemente aggiudicata un “ITS Award” e il premio della Camera Nazionale della Moda Italiana, grazie al supporto della divisione Tutorship di Pitti Immagine, presenta una speciale capsule negli spazi di Unconventional.

Progetti sui nuovi scenari del fashion design:

Guest Nation Portugal – Grazie alla collaborazione tra Fondazione Pitti Immagine Discovery e Selectiva Moda/FROM PORTUGAL, Pitti Uomo, presso lo Spazio Carra, presenta i nomi emergenti della scena creativa del Portogallo: Caiagua, Ecolã, Hugo Costa, Ideal & Co, Labuta, Nycole, Poente e Westmister.

Scandinavian Manifesto – Pitti Immagine in collaborazione con Revolver Copenaghen, presenta la seconda edizione di Scandinavian Manifesto, nello spazio Arena Strozzi: una selezione di collezioni firmate da fashion designer provenienti da Danimarca, Svezia e Norvegia, un ottimo connubio tra moda, arte e design sostenibile declinato con il gusto e le atmosfere nordiche. I nomi di questa edizione: Forét, Garment Project, Henrik Vibskov, Holzweiler, Hope, Indigofera, Klättermusen, Mfpen, Newline Halo, Norse Projects, Rue De Tokyo, Schnayderman’s, Soulland, Tonsure, Unridden, Whyred.

Tokyo Fashion Award – Grazie all’accordo tra Pitti Immagine e Tokyo Fashion Award, sono visibili in uno spazio dedicato all’interno di TOUCH!, le collezioni di 6 brand emergenti dal Giappone selezionati da una giuria prestigiosa. I nomi: Anei, Cinoh, Jieda, Nobuyuki Matsui, Postelegant, Rainmaker.

The Japanese White Leather Project – Sempre a Touch!, quattro designer giapponesi, Satoshi Ezaki, Kozaburo Akasaka, Ryuki Yamaka, Ryo Midorikawa – rispettivamente designer dei brand: Ed Robert Judson, Kozaburo, Mary Al Terna e Midorikawa Ryo – specializzati nella lavorazione artigianale della pelle bianca – una tecnica millenaria, praticata solo nell’area di Himeji – presentano una selezione di prodotti progettati per Pitti Uomo.

The Pitti Box

Pitti Uomo è una grande “surprise box”, straordinario contenitore di idee e di novità da aprire e cambiare di stagione in stagione. Alla Fortezza da Basso, in un set design curato dal lifestyler Sergio Colantuoni, il nuovo tema The Pitti Box propone un viaggio multisensoriale “in-and-out of the box”. Nell’edizione 95 dai “box”, alla 10° edizione del Salon of Excellence,  è uscita Maria Elena Savini per la linea SaviniJewels: colori e creatività distinguono questa linea, con i suoi pezzi unici e artigianali, dove protagonista è la ceramica e dove la materia dà forma a gioielli  che suscitano emozioni, senza tempo, e che rievocano le origini pugliesi della giovane designer. E quindi la natura, il Mediterraneo, la Puglia, tradotti in un design davvero unico e delicato, leoni, fenicotteri e sinuose bestie marine, ciliegie e olive glassate di oro e di bianco, deliziosi ricci di mare puntellati d’oro, incantevoli mezzelune che riflettono i tramonti mediterranei.

Parlando di moda etica, vi segnaliamo anche Mou https://www.mou-online.com/it-it/ marchio londinese che produce calzature originali realizzate a mano in fibre naturali di qualità eccellente. Le calzature Mou sono conosciute per il loro comfort e per l’insolita sensazione di un “ritorno alla natura”: infatti etica ed ecocompatibilità sono alla base della produzione Mou.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo spirito nuovo della donna Sportmax

Il “Pavillon de l’Esprit Nouveau” di “Le Corbusier”, per l’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi nel 1925, ricostruito poi a Bologna nel 1977 e recentemente restaurato, ispira la collezione Sportmax Pre Fall 2019, che dà impulso a una moda giocata tra contrasti forti che modellano le forme, elementi grafici e dettagli come bordi, impunture a contrasto e cuciture.

E’ lo spirito nuovo della donna Sportmax: una donna ‘femminile’ ma sempre ‘grintosa’, con una ‘grazia’ apparentemente ‘austera’, con la sobrietà e l’intimità del blu navy, per poi passare a colori caldi e confortanti che si accendono con un inaspettato colore rosso.

Naturalmente la maglieria rimane nell’heritage del brand, con maglie preziose in cachemire, bluse ampie e dolcevita a collo alto che si armonizzano con felpe in neoprene impreziosite da bordi monocromatici.

Il capospalla diventa quasi un’uniforme, ma si presta al gioco delle trasformazioni e delle personalizzazioni grazie a maniche rimovibili e fasce zippate estraibili che caratterizzano trench e robe-manteau in pelle. Pezzo iconico per il brand, il trench che si affranca dal suo classicismo con una doppia abbottonatura sul petto e con maniche aperte per svelare il motivo ipnotico di stelle che invadono la camicia.

“Un outfit versatile che si può indossare con o senza maniche e completato da un pantalone over che fluttua senza peso su scarpe leggere”.

Per completare il tuo look, puoi abbinare piccole borse bicolor e secchielli neri con manico a contrasto di ispirazione sempre sporty chic.

Quale tra gli outfit Sportmax che ti proponiamo nella nostra photogallery preferisci?

Moda e Danza per la collezione Pre Fall di Max Mara

Max Mara si ispira all’affascinante relazione tra Rudolph Nureyev e Margot Fonteyn raccontata nel documentario ‘All The World His Stage’ di Jacqui e David Morris. La donna di Max Mara condivide la ‘determinazione rigorosa’ di questi ballerini. Dalla Fonteyn il brand si è ispirato con floaty panels di chiffon mentre da Nureyev, la sartoria maschile, trilby, un mocassino e una scarpa stringata, tutto in velluto, e uno stivale in cashmere. E ancora, t-shirt, con maniche arrotolate, annodate alla vita o a lato, con debardeurs a maglia, top, leggings a coste.

In questa collezione di Max Mara traspaiono morbidezza ed eleganza, con tutte le sfumature di alabastro, crema, polvere, rosa, lilla, rame, supportato da nero, bianco e un pizzico di rouge.

Glamour 2.0 vi presenta alcune creazioni che fanno parte di questa bellissima collezione Pre Fall Max Mara 2019

 

 

Capodanno glamour con gli accessori in oro e argento Danié Made in Sicily

Danié Made in Sicily gioca su paillettes e accessori sfavillanti per un look di Capodanno glamour, per una serata dove si può osare!

Oro e argento per brillare come una stella impreziosiscono le borse e i gioielli handcrafted firmate Danié Made in Sicily www.daniemadeinsicily.it come

la borsa Mediterraneo in lycra argento trapuntata ed ecopelliccia, manici in velluto e charm in ceramica di Caltagirone decorata in platino,

o come

la borsa Conca D’Oro in lycra dorata e ecopelliccia, manici in velluto e charms in ceramica di Caltagirone decorata oro 24k.

E per completare il tuo outfit,

orecchini Fico Oro in ceramica di Caltagirone decorata a mano

e

collana Fico Oro in argento 925 e ceramica di Caltagirone decorata oro 24k.

 

 

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