Un anno fa trovo un messaggio privato sulla pagina facebook del mio blog da Davide Gambarotto, fondatore di BINF Business in Fashion di Milano. “Which beautiful surprise!” mi sono detta. Ci siamo sentiti per telefono e poi incontrati a Milano nella bellissima sede di BINF dove è subito scattata la voglia di collaborare ad un progetto che Davide Gambarotto mi aveva proposto al telefono: ovvero, portare la moda sostenibile nella sua sfilata in occasione della MFW, giunta alla XIV edizione.
Una grande opportunità che non potevo farmi sfuggire per due motivi: primo, perché è la prima volta che una nota agenzia milanese vuole costruire un progetto sulla sostenibilità che non si esaurisce solo nella sfilata; inoltre il blog Glamour 2.0 è nato 3 anni fa proprio con l’intento di scoprire e raccontare brand attenti all’ambiente e al processo di produzione. Davide è considerato un ‘talent scout’ di successo, una passione che porta avanti da più di dieci anni, e la sfilata che organizza durante la MFW è l’occasione per presentare e lanciare volti nuovi e la loro creatività.
Attraverso questa intervista a Davide Gambarotto vi raccontiamo le novità della sua sfilata che si terrà domenica 22 settembre nel cuore di Milano:
Davide, quali sono le principali novità di questa sfilata? “A proposito di moda sostenibile, una delle novità principali è la scelta di inserire sia un brand che usa lana di Alpaca della Bolivia, capace di coniugare la maestria artigianale boliviana con il gusto e la ricercatezza italiana, sia un brand che produce borse di legno. Anche la location è una delle novità …saremo nel cuore di Milano, nella rinomata Piero della Francesca, al 55 Milano. Mentre la passione mia e del mio team nell’organizzazione di questo evento sono una costante che accomuna tutte le quattordici edizioni dell’evento BINF Fashion in Show”.
Cos’è per te la sostenibilità? “Già 5 anni fa ho iniziato ad interessarmi di moda etica, eco-friendly e di sostenibilità. Ho cercato di inserire anche nelle precedenti edizioni brand che strizzano l’occhio a questa problematica. Siamo sempre più sommersi da informazioni a riguardo, ogni giorno sentiamo di problemi climatici, di catastrofi naturali, di cambiamenti, per me bisogna partire dal quotidiano. La moda, seguita da tutti, deve iniziare a sposare la causa e l’innovazione e la tecnologia possono aiutare a far consumare meno per la produzione ed a riciclare. I consumi devono essere sostenibili, ora non possiamo più far finta di nulla ma attivarci subito!”
Cosa ti aspetti da questa sfilata? “Semplicemente ci aspettiamo che il nostro lavoro venga ripagato con l’affetto e la soddisfazione del pubblico e dei brand. L’impegno è tanto, la selezione è stata molto attenta e può soddisfare un pubblico vasto. I brand che presentiamo alla BINF Fashion Show saranno innovativi ed i capi si faranno ricordare”.
Cosa ti piace del tuo lavoro? “Amo il mio lavoro, ho dedicato la vita ai miei progetti. Adoro la ricerca, l’innovazione e la parte artistica che solo la moda può racchiudere in se. Amo il contatto con i giovani stilisti ed accompagnarli a realizzare i propri sogni”.
E’ stato un piacere intervistarti e collaborare con te, Davide … e visto che ho avuto l’occasione di conoscerti di persona confermo che sei una persona che crede in quello che fai e riesce davvero a coinvolgere chi ti ruota attorno!
In attesa di scoprire domenica 22 tutti gli stilisti che presenteranno le proprie creazioni alla BINF Fashion Show vi mostriamo alcuni scatti dell’edizione precedente, tanto per darvi un’idea dell’importanza di questo evento.









Quali sono i vostri valori? “La nostra mission è contribuire, se pur nel nostro piccolo, a diffondere il concetto di moda sostenibile per uscire dalla logica dell’ ‘essere di nicchia’ e far acquisire una consapevolezza e responsabilità collettiva. Qualche passo in avanti in Italia si sta facendo: infatti notiamo con piacere una maggiore sensibilità al tema della sostenibilità nel campo della moda e non solo, e ciò grazie al ruolo e all’attenzione che stanno ponendo i media su questo tema”.

A conferma della capacità di questo brand a unire arte e moda, per la prossima, e ormai imminente, primavera estate Emilio Cavallini collabora con Opus Ballet Dance School di Firenze per presentare la sua nuova collezione che offre come sempre una ricca gamma di calze, collant, leggings, gambaletti, calzini ed abbigliamento seamless.


Glamour2.0 ha avuto il piacere di intervistare Flavia Amato, l’ideatrice del brand nonché stilista e modellista, per conoscere meglio chi è, i suoi progetti, e altre curiosità!
Flavia, a che tipo di donna pensi quando crei? “Più volte mi sono posta questa domanda quando ancora progettavo il mio atelier…ma chi è il ‘cliente tipo’ di Malìa? Di fatto non c’è un ‘cliente tipo’ perché la mia linea soddisfa diverse esigenze e gusti diversi. Per il momento mi concentro sulla moda femminile, ma in futuro – anche questo rientra tra i miei ‘progetti’ – spero di sviluppare la linea bambino e la linea uomo, perché la moda sostenibile non è solo femminile! I miei capi sono pensati per donne di ogni età, purché ami vestirsi con gusto e dallo stile ricercato, senza essere appariscente o troppo vistosa. Lo stile che si associa alla parola moda biologica è quello delle “poche pretese”. Di fatto la moda biologica è associata ad un ‘sacco di juta’. Io ho cercato di dare uno stile e un taglio diverso. Di fatto, da capo “radical chic”, ristretto ad una nicchia di pochi “eletti” del fashion o dello stile sostenibile, si è rivelato un tipo di abbigliamento versatile, che attrae non solo le persone che sono attente a ciò che indossano, ma anche coloro che apprezzano la qualità del design, della confezione, l’artigianalità del prodotto, dell’abito su misura.



Le stampe se pur diverse tra loro, creano una sintonia di colori: gli iris sono proposti in quattro macchie di colori e dimensioni, la palette colori riprende le tonalità astratte delle opere di Kandinskij, che vanno dal verde al rosso fino al giallo ocra, spennellando i tessuti come se fossero delle opere artistiche.








Masque Milano viene fondato nel 2010 grazie a Alessandro Brun, docente di Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, e Riccardo Tedeschi, consulente di aziende del segmento luxury, i quali percepiscono una vera e propria rinascita del settore proponendo una collezione di fragranze haut de gamme create in collaborazione con alcuni tra i giovani nasi più interessanti in attività, spesso individuandone per primi le potenzialità, in un’ottica di vero talent scouting.
