Emilio Cavallini e Opus Ballet Dance School per presentare la collezione SS19

Emilio Cavallini, simbolo di “creatività e tecnologia per uno stile inconfondibile”, rigorosamente Made in Italy, riesce a stupirci ogni stagione!

A conferma della capacità di questo brand a unire arte e moda, per la prossima, e ormai imminente, primavera estate Emilio Cavallini collabora con Opus Ballet Dance School di Firenze per presentare la sua nuova collezione che offre come sempre una ricca gamma di calze, collant, leggings, gambaletti, calzini ed abbigliamento seamless.

“Obiettivo di Emilio Cavallini è quello di fare del collant non più un semplice indumento di biancheria intima, ma un accessorio che accompagna e rende unico il più semplice degli abiti” … e devo dire che ci riesce bene!!!

http://www.emiliocavallini.com sul sito del brand scoprirai tutti i dettagli, nel nostro blog puoi già dare un’occhiata alla collezione SS19

 

 

 

 

Flavia Amato ci racconta la sua linea all green firmata Malìa Lab

Malìa Lab è “un nuovo modo di vivere e pensare la moda” orientata al ‘biologico’, al ‘naturale’, con ‘manifattura artigianale’. Malìa è una giovane startup innovativa che si sta affermando nel Made in Italy.

Glamour2.0 ha avuto il piacere di intervistare Flavia Amato, l’ideatrice del brand nonché stilista e modellista, per conoscere meglio chi è, i suoi progetti, e altre curiosità!  

Flavia, puoi raccontarci come nasce il brand? “Tutto ha avuto inizio nelle Marche, dove ho frequentato il corso promosso da ISTAO (Istituto Adriano Olivetti), finalizzato allo sviluppo di startup innovative. Ritornata in Calabria, la mia terra, ho sviluppato il progetto che ho maturato durante questo corso, inaugurando nel maggio del 2016 il mio atelier di moda biologica, Malìa. Finalmente il mio sogno realizzato! E’ stato un traguardo non facile da raggiungere. La creazione di una linea all green è frutto dell’incrocio tra due mie grandi passioni: la ‘moda’ e la ‘cura del corpo’. La passione per la moda è genetica e fa parte di me: sono cresciuta guardando mia mamma e mia nonna cucire e con i racconti dello zio che era rinomato sarto, emigrato con successo nel Canada per le sue qualità. L’altra passione è per i cosmetici naturali, che in età adolescenziale era più una necessità per evitare sgradite reazioni a eccipienti sintetici dei prodotti commerciali. Una necessità che mi ha portato a studiare e applicarmi nell’arte, quella che in gergo comune si chiama “spignatto”, ossia nella produzione artigianale di cosmetici con ricette studiate per evitare additivi chimici ed eccipienti artificiali ma derivati dalla natura. I miei studi e il know how acquisito mi hanno sempre portato a considerare il Made in Italy come il nostro ‘cavallo di battaglia’, ma quando poi ho iniziato lavori di stage in rinomate aziende del settore abbigliamento mi sono trovata di fronte a una realtà dove la ‘qualità’ e la ‘cura per il processo produttivo’ erano valori spesso sottovalutati. Ed è così che ho iniziato a pensare che potevo contribuire a diffondere un concetto di moda più genuina, sana, più attenta a ciò che si realizza e a come lo si realizza. Un nuovo modo di vedere la moda’ secondo la logica ‘comprare meno, ma bene!’ E quindi un guardaroba che si contraddistingua nei dettagli, nei tessuti, nel processo rispettoso per l’ambiente e per l proprio corpo”.

Quando Flavia mi dici “curare il proprio corpo” cosa intendi esattamente? “Spesso si tende a trascurare o per lo meno si dedica meno attenzione alla cura della pelle: tenere a contatto la superficie cutanea a materiali trattati con elementi chimici irritanti è potenzialmente dannoso. I tessuti biologici certificati garantiscono una qualità dei filati migliore perché controllata e la produzione è realizzata senza impiegare additivi e sostanze pericolose per il benessere del nostro corpo”.

Quali sono per te gli elementi che caratterizzano una linea ‘all green’? Attenzione per l’ambiente e per il corpo, recupero dell’artigianalità e di tessuti secondo la tradizione ma innovandoli. Devo ammettere che l’idea di creare capi con tessuti biologici non è originale in sé, in quanto già da anni, diverse imprese hanno iniziato un percorso simile. Tuttavia, l’idea di coniugare uno stile ricercato, mai banale, più glamour, è un’idea innovativa, soprattutto se pensato per la quotidianità”.

A cosa ti ispiri quando crei? “A me stessa! Quando disegno una collezione sono sempre elettrizzata. E’ un vortice di emozioni, voglia, desiderio, ansia, meraviglia, sogno, speranza, che si alternano durante la fase di progettazione. La prima fonte di ispirazione quindi sono le linee che si creano nella mia immaginazione, capi che vorrei indossare o che mi piacerebbe creare per me. A volte vedo i campioni dei tessuti biologici e mi viene in mente cosa indosserei con quella nuance partecipando ad una festa, a un aperitivo o a una cena. La campionatura del tessuto ha sicuramente un ruolo importante, se non fondamentale, nella scelta del design. Toccando e saggiando le qualità del filato, la malleabilità, il grado di tensione, riesco ad immaginare quale forma e su quali linee principali possano svilupparsi i capi che andrò a realizzare e con quel particolare tipo di fibra. E come in tutte le espressioni artistiche, anche nella moda è fondamentale uno studio storico alla base, che ti permette di recuperare linee passate, rinnovandole, per essere di tendenza e al passo coi tempi”.

C’è un periodo della moda che più ti piace? “Le mie ispirazioni di stile sono da sempre legate agli anni sessanta e settanta. È una moda garbata, estremamente elegante, una moda che mi rispecchia e che amo rivisitare con i miei capi. Il bon ton, la sensualità femminile, di una donna che ama vestirsi bene, essere elegante e raffinata. Sono comunque sempre aperta a fare nuove esperienze che mi consentono di completare e arricchire il mio bagaglio conoscitivo. La produzione di un capo è un processo molto intimo, a volte dura per giorni, e non si interrompe finché non arrivo materialmente all’esecuzione e alla confezione del prototipo”.

Sei giovane, così come è giovane il tuo brand: quali sono i tuoi progetti futuri? “I miei progetti sono ambiziosi e dai traguardi non facili da raggiungere, ma d’altronde nella vita niente è facile! Sono ottimista di natura e fermamente convinta che se desideri qualcosa e se ti applichi, alla fine sarai ripagato. Io sono fiduciosa che la sostenibilità, anche nel mondo della moda, da scelta radical chic diventerà un ‘modello’ da seguire. Il primo obiettivo che mi pongo è quindi diffondere il marchio Malìa affinché diventi un brand di riferimento nella moda biologica. Nel far ciò è importante sensibilizzare il pubblico e farlo avvicinare a questo ‘mondo’. In fin dei conti, noi stessi siamo il mercato. Noi siamo la domanda e se la domanda cambia, il mercato si adatterà di conseguenza. Ben venga il ritorno alla qualità e al piacere di acquistare un capo realizzato rispettando alcuni principi e con materiali adeguati. ‘Malìa Lab’ non è solo un successo personale ma è anche il successo di un’idea. Il mio obiettivo a lungo termine è quello di creare una filiera regionale. Mi spiego. La Calabria è una regione abbandonata non solo dallo Stato ma anche dai propri cittadini. I terreni sono incolti e rimangono tali per tutta la stagione. Puntare sul settore primario, incentivando la produzione autoctona dei filati, per avere una fibra regionale a Km0, favorirebbe la creazione di posti di lavoro. Inoltre le scuole e le università potrebbero essere coinvolte in questo progetto: le scuole, per insegnare alle giovani generazioni il rispetto all’ambiente e per far scoprire loro la bellezza del ‘creare con le proprie mani’; con le università si potrebbero progettare fibre innovative, dagli scarti dei processi produttivi o dalle piante del territorio. Oltre a tutto questo, mi piacerebbe bandire un contest, per far emergere annualmente una/o stilista calabrese con l’opportunità quindi di presentare nuovi capi utilizzando i tessuti dell’atelier Malìa. Sai quanto interesse genererebbe! Sarebbe una crescita della comunità a 360°, perché è proprio quello che serve; il turismo non basta in quanto, a causa della carenza di servizi, si concentra solo nei mesi estivi di luglio ed agosto. Non penso di riuscire a cambiare tutto da sola, ma sono tante le piccole realtà regionali impegnate nella sostenibilità che potrebbero dare un contributo. Bisognerebbe avere il coraggio di ‘fare rete’, che è più facile a dirsi che a farsi, ma che beneficerebbe tutti”.

In sintesi, quindi, quali sono i valori del brand? Sostenibilità, etica, rispetto, recupero, innovazione sono i valori cardini del progetto Malia Lab: dare risalto al tessuto naturale, studiando forme eleganti e un design accattivante. Un guardaroba eco-etico che abbracci ogni stagione coniugando stile, passione e salute”.

Flavia, a che tipo di donna pensi quando crei? “Più volte mi sono posta questa domanda quando ancora progettavo il mio atelier…ma chi è il ‘cliente tipo’ di Malìa? Di fatto non c’è un ‘cliente tipo’ perché la mia linea soddisfa diverse esigenze e gusti diversi. Per il momento mi concentro sulla moda femminile, ma in futuro – anche questo rientra tra i miei ‘progetti’ – spero di sviluppare la linea bambino e la linea uomo, perché la moda sostenibile non è solo femminile! I miei capi sono pensati per donne di ogni età, purché ami vestirsi con gusto e dallo stile ricercato, senza essere appariscente o troppo vistosa. Lo stile che si associa alla parola moda biologica è quello delle “poche pretese”. Di fatto la moda biologica è associata ad un ‘sacco di juta’. Io ho cercato di dare uno stile e un taglio diverso. Di fatto, da capo “radical chic”, ristretto ad una nicchia di pochi “eletti” del fashion o dello stile sostenibile, si è rivelato un tipo di abbigliamento versatile, che attrae non solo le persone che sono attente a ciò che indossano, ma anche coloro che apprezzano la qualità del design, della confezione, l’artigianalità del prodotto, dell’abito su misura.

Sapresti descrivermi in tre aggettivi la tua collezione A/I? “Tre aggettivi sono pochi! Ma considerato che le collezioni Malìa hanno come filo conduttore la ‘sostenibilità’, l’ ‘artigianalità’, il ‘comfort’ e l’ ‘eleganza’, ti lancio tre aggettivi, corrispondenti ai tre colori base della collezione: il blu, il verde ed il marrone, che tingono di emozione il bamboo, la lana ed il cotone. I colori sono il bello della vita, arricchiscono gli oggetti, comunicano sensazioni e influiscono sullo stato d’animo. Il blu nella tonalità indaco, raffinato e sensuale, dalle sfumature violacee, è abbinabile anche al nero, per outfit sofisticati e di classe. Il gioco dei filati di lana con sfumature salvia, smeraldo e bianco, si fondono in una trama elegante, che arricchiscono i modelli e alleggeriscono la tonalità del verde, donando al capo uno stile senza tempo. L’arancione ed il marrone si fondono su una base nera per creare un caldo ruggine, una sfumatura che ci trasmette una sensazione di tepore e morbidezza, donando l’idea di un caldo abbraccio che ci riscalda. Su questi tre tessuti abbiamo modellato la maggior parte delle creazioni, partendo dal filato, dalla sua particolare colorazione, cercando di disegnare i modelli che siano in grado di dare la sensazione descritta. Tutto il design, come sempre, è filtrato attraverso i principi basilari del brand: la funzionalità, lo stile ed il comfort. Sono capi disegnati per ogni momento della nostra giornata, lavorativo o tempo libero, cercando di sfruttare al massimo le qualità e le peculiarità del filato, per renderlo quanto più confortevole. Se indossando i capi della collezione avrete le stesse sensazioni che ho descritto, avremo raggiunto il nostro scopo! E’ un guardaroba polivalente, per una donna che ama distinguersi con gusto, consapevole di indossare tessuti di qualità, e quindi preziosi, che solo i filati naturali possono dare”.

Cosa significa per Flavia essere ‘glamour’? “Letteralmente glamour significa ‘eleganza’, ‘sensualità’, ‘fascino’, ma assume poi diverse sfaccettature in base a come pensi ed intendi intimamente queste tre nozioni. La mia fonte di ispirazione è la stilista Coco Chanel, icona di stile ed eleganza. Coco Chanel era ed è il glamour. Una caratteristica che distingue il glamour dall’essere un semplice sinonimo di eleganza è la capacità di resistere allo scorrere del tempo. Creazioni eleganti e senza tempo sono glamour! E Coco Chanel rispecchia questo: uno stile che non muore mai, sempre attuale, sempre piacevole, sempre di classe. Una sua frase di Coco Chanel che cito con piacere è:

“La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza”

Direi che nessuna frase possa riassumere meglio ciò che intendo per glamour. Per me l’eleganza è nella semplicità, ovvero dettagli e linee garbate, pulite, essenziali, che non sfocino nel ‘barocco’ e nel ‘volgare’, ma uno stile raffinato, il gusto di apparire facendosi desiderare”.

Non ci rimane che ringraziarti Flavia Amato per il tempo che ci hai dedicato nel raccontarti e nel raccontare il tuo brand. A Glamour 2.0 non rimane che continuare a seguirti nel tuo percorso di crescita, scoprendo le novità delle tue creazioni, e augurarti il meglio per i tuoi progetti futuri, incoraggiandoti a continuare a ‘creare’ coerentemente ai valori che il brand porta avanti.

 

La collezione SS19 di Giorgia Arcidiacono ispirata al pittore Kandinskij

Oggi vi parliamo per la prima volta della stilista Giorgia Arcidiacono, pugliese, fondatrice del brand che porta il suo nome!

Da 10 anni stilista, con un background formativo importante, Giorgia ha ereditato la passione per questo lavoro dalla nonna. Per Giorgia viaggiare è sinonimo di ‘arricchimento culturale’ e ha scelto Napoli per vivere e sviluppare il suo brand.

E infatti le creazioni di Giorgia Arcidiacono sono rivolti a una donna “viaggiatrice, dinamica, eclettica”, amante del comfort e  della praticità senza rinunciare alla femminilità ed eleganza.

Il brand si contraddistingue subito per una linea di cappelli haute couture e per i tessuti pregiati, creando capi anche su misura eleganti e versatili.

La collezione SS19 s’ispira alla sintonia di colori del pittore del ’900 Kandinskij, nonché alle geometrie delle forme che rappresentano gli elementi chiave della nuova collezione. Un ottimo connubio tra arte e moda!

“Le silhouette diventano ampie, morbide e fluide consentendo libertà nei movimenti e creando eleganti sinergie tra colori e volumi”. La collezione propone lunghi gilet super femminili, seducenti abiti proposti nelle varie lunghezze, gli irrinunciabili jumpsuit, fino ai pantaloni da abbinare alle inconfondibili camicie, ai body e ai crop top.

Alcuni dei tessuti utilizzati sono il velluto in seta, il crepe de chine e satin. Il denim lavato a mano dona una concretezza maggiore e “si tinge di sfumature artistiche come se fossero tele d’autore”.

Le stampe se pur diverse tra loro, creano una sintonia di colori: gli iris sono proposti in quattro macchie di colori e dimensioni, la palette colori riprende le tonalità astratte delle opere di Kandinskij, che vanno dal verde al rosso fino al giallo ocra, spennellando i tessuti come se fossero delle opere artistiche.

Non possono mancare i cappelli in tessuto, mentre gli abiti sono realizzati con la tecnica moulage per esprimere l’alta sartorialità italiana che sta dietro ad ogni creazione firmata Giorgia Arcidiacono.

Sul sito www.giorgiaarcidiacono.com trovi tante informazioni su questo brand. E ricordati che Giorgia Arcidiacono – ci piace sottolinearlo – fa capi su misura … immagina l’emozione di indossare un pezzo esclusivo pensato solo per TE!

Vi salutiamo con una carrellata della collezione SS19 di Giorgia

Lo spirito nuovo della donna Sportmax

Il “Pavillon de l’Esprit Nouveau” di “Le Corbusier”, per l’Esposizione Internazionale di Arti Decorative di Parigi nel 1925, ricostruito poi a Bologna nel 1977 e recentemente restaurato, ispira la collezione Sportmax Pre Fall 2019, che dà impulso a una moda giocata tra contrasti forti che modellano le forme, elementi grafici e dettagli come bordi, impunture a contrasto e cuciture.

E’ lo spirito nuovo della donna Sportmax: una donna ‘femminile’ ma sempre ‘grintosa’, con una ‘grazia’ apparentemente ‘austera’, con la sobrietà e l’intimità del blu navy, per poi passare a colori caldi e confortanti che si accendono con un inaspettato colore rosso.

Naturalmente la maglieria rimane nell’heritage del brand, con maglie preziose in cachemire, bluse ampie e dolcevita a collo alto che si armonizzano con felpe in neoprene impreziosite da bordi monocromatici.

Il capospalla diventa quasi un’uniforme, ma si presta al gioco delle trasformazioni e delle personalizzazioni grazie a maniche rimovibili e fasce zippate estraibili che caratterizzano trench e robe-manteau in pelle. Pezzo iconico per il brand, il trench che si affranca dal suo classicismo con una doppia abbottonatura sul petto e con maniche aperte per svelare il motivo ipnotico di stelle che invadono la camicia.

“Un outfit versatile che si può indossare con o senza maniche e completato da un pantalone over che fluttua senza peso su scarpe leggere”.

Per completare il tuo look, puoi abbinare piccole borse bicolor e secchielli neri con manico a contrasto di ispirazione sempre sporty chic.

Quale tra gli outfit Sportmax che ti proponiamo nella nostra photogallery preferisci?

Moda e Danza per la collezione Pre Fall di Max Mara

Max Mara si ispira all’affascinante relazione tra Rudolph Nureyev e Margot Fonteyn raccontata nel documentario ‘All The World His Stage’ di Jacqui e David Morris. La donna di Max Mara condivide la ‘determinazione rigorosa’ di questi ballerini. Dalla Fonteyn il brand si è ispirato con floaty panels di chiffon mentre da Nureyev, la sartoria maschile, trilby, un mocassino e una scarpa stringata, tutto in velluto, e uno stivale in cashmere. E ancora, t-shirt, con maniche arrotolate, annodate alla vita o a lato, con debardeurs a maglia, top, leggings a coste.

In questa collezione di Max Mara traspaiono morbidezza ed eleganza, con tutte le sfumature di alabastro, crema, polvere, rosa, lilla, rame, supportato da nero, bianco e un pizzico di rouge.

Glamour 2.0 vi presenta alcune creazioni che fanno parte di questa bellissima collezione Pre Fall Max Mara 2019

 

 

Masque Milano: brand innovativo nella profumeria che lancia il primo crowdfunding

Masque Milano lancia la prima campagna italiana di crowdfunding nel settore della profumeria, realizzata in collaborazione con la piattaforma 200 Crowd – 200crowd.com – che si propone di raccogliere 300.000 euro per investirli in attività di sviluppo commerciale, potenziamento del piano marketing e ampliamento dell’organico.

Ma come nasce Masque?Passioni condivise, etica professionale e joie de vivre. Amore per il bello, declinato in forme espressive complementari, a partire dalle fragranze artistiche. Anni di formazione, tra Grasse e l’Italia, al fianco di essenzieri, maîtres parfumeurs e giovani nasi” questi sono questi i presupposti che ha fatto nascere “Masque Milano”.

Masque Milano viene fondato nel 2010 grazie a Alessandro Brun, docente di Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, e Ricc­­­­­­­­­­­ardo Tedeschi, consulente di aziende del segmento luxury, i quali percepiscono una vera e propria rinascita del settore proponendo una collezione di fragranze haut de gamme create in collaborazione con alcuni tra i giovani nasi più interessanti in attività, spesso individuandone per primi le potenzialità, in un’ottica di vero talent scouting.

Masque raggiunge il break-even nel 2013 e, grazie agli investimenti in Ricerca e Sviluppo, si iscrive nel registro delle PMI innovative. Il modello industriale è tipico del settore dei Personal Luxury Goods: i direttori artistici – gli stessi fondatori – si occupano dello sviluppo della collezione, la produzione è esternalizzata presso qualificate realtà del nord-Italia e la distribuzione, selettiva, avviene attraverso contratti di esclusiva con i più prestigiosi retailer del mondo.

Nell’estate di quest’anno, attraverso un’iniziativa “Family & Friends”, Masque Milano ha completato un primo aumento di capitale che ha consentito di sviluppare un nuovo flacone personalizzato dal grande impatto visivo, destinato a interpretare in chiave ancora più esplicita lo stile del marchio.

Mancano ancora pochi giorni al termine della campagna di crowdfunding, per cui affrettati ad aderire al progetto di Masque. A questo link trovi le modalità per contribuire a raggiungere il loro obiettivo http://bit.ly/INVESTI_IN_MASQUE

Nella nostra photogallery, alcune fragranze di Masque Milano www.masquemilano.com

Lo stile ‘natalizio’ di Isabelle Blanche

Per l’outfit natalizio, Isabelle Blanche si lascia ispirare alle tendenze invernali, abbinando eleganza e raffinatezza.

Scegli il tuo look preferito tra quelli proposti nella nostra photogallery

B-HALL un brand raffinato e rock nel mondo degli accessori

B-Hall è un brand giovane creato da Matteo Benni, figlio d’arte, nato a Fermo, nel cuore del distretto calzaturiero e della moda marchigiana, e da Leonardo Micucci, nato a Civitanova Marche. Se Leonardo ha un background professionale nella comunicazione, collaborando con l’agenzia “First Communication” e con “Editing Studio”, Matteo si specializza anche nel settore marketing, frequentando e superando con lode un corso di “Marketing e Retail Strategy”, organizzato da ANCI (Associazione Nazionale Calzaturieri Italiani).

Li abbiamo intervistati per saperne qualcosa in più del brand, della loro ultima collezione e dei loro progetti.

Come nasce B-Hall?B-Hall nasce dall’incontro di due giovani ragazzi con le loro diverse esperienze professionali! Matteo è sempre vissuto nel mondo degli accessori, dei pellami e delle calzature, mentre Leonardo ha un’attitudine più stilistica e vicina al mondo dei social media e della comunicazione. Insieme hanno dato vita ad un progetto raffinato e al contempo rock, tanto da esser stato definito un ‘Brand Minimal-Grunge’. La capacità di valorizzare e far convivere materiali come ottone, argento925, pelle, rende B-Hall un brand completo e in grado di stare al passo coi tempi!”.

A cosa si ispira la linea B-925, la vostra ultima collezione? “La “Luxury 925 Collection” di B-Hall è nata quando abbiamo sentito la necessità di impreziosire le nostre collezioni a partire dalla scelta dei materiali. Il nostro intento è stato quello di proporre ai clienti un’alternativa più raffinata, senza perdere però la natura ribelle e irrequieta che ci rappresenta. Non a caso, infatti, nella linea B-925 abbiamo scelto pietre irregolari, riproposto articoli NoSize e inserito una variante satinata in argento925. Nella stessa collezione abbiamo creato una linea più oscura e gotica che racchiude design, provocazione e innovazione, che prende il nome di “Gargoyle Collection”. Questa linea presenta anelli con due strutture diverse e quattro varianti ciascuna, l’argento925 martellato e spazzolato si fonde con pietre, Swarovski e borchie provenienti da mondi paralleli ma non distanti, come calzatura e pelletteria. Gioielli unici ed universali, grazie alla possibilità di regolare a piacimento la misura dell’anello NoSize”.

 Perché avete scelto Elena Travaini come testimonial?Abbiamo ritrovato le caratteristiche di questa nostra collezione nel carattere e nell’energia di Elena Travaini, ballerina professionista ipovedente, fondatrice delle “Blindly Dancing” e portavoce dell’ Associazione ADMO. Questa collaborazione ci ha consentito di coniugare un progetto di moda con l’impegno sociale”.

A chi è rivolta questa linea? E in generale a chi si rivolge B-Hall? “Le nostre creazioni sono un cross-over che fa da ponte tra un mondo minimal, ricco di dettagli geometrici come triangoli (aztech ring), quadrati (square hole ring) ed una realtà intramontabile come quella on the road & street, con portafogli in pelle e catena marchiati a caldo, bracciali in argento925 o in ottone spazzolati a mano. Seguiamo l’evoluzione e l’importanza dell’accessorio nel Fashion World e proprio per questo la nostra sfida è rinnovare la tradizione senza snaturarla, coerentemente con lo stile B-Hall”.

Potete anticiparci quali sono i vostri progetti futuri? “Siamo giovani e vogliamo metterci in gioco! Sicuramente il nostro obiettivo è integrare sempre di più elementi d’ispirazione provenienti da mondi esterni, come musica o architettura, per rafforzare il nostro brand e continuare a creare accessori riconoscibili. Sarà fondamentale aprirci anche a collaborazioni, ed è perciò che abbiamo avviato diverse campagne social con influencer per un’attività di branding, indispensabile al giorno d’oggi”.

Grazie a Matteo e a Leonardo per questa bella intervista e per la loro disponibilità! Sul loro sito https://www.b-hall.net/ puoi conoscerli ancora più da vicino e trovare tutte le loro novità!

Nel frattempo ammirate nella nostra photogallery la “Luxury 925 Collection”

 

La collezione Covert a tema ‘velvet’

COVERT è un marchio indipendente, nato a Vicenza, le cui collezioni sono il prodotto creativo di un team di persone competenti che “condividono una filosofia progettuale nata da esperienze di vita individuali e l’osservazione attenta di una realtà multiforme in continua evoluzione” (www.covertofficial.com)

Ti presentiamo alcuni modelli della collezione FW18/19 a tema “Velvet

La moda per Silvia Giovanardi: ecologica e Made in Italy al 100%

Silvia Giovanardi è una giovane fashion designer, pittrice e fotografa che crede nella sostenibilità, o meglio nella “lealtà” come lei stessa ci dichiara nella nostra intervista!

L’esperienza durata quasi 6 anni come responsabile dell’ufficio artistico della linea uomo di Etro le ha permesso di mettere in atto, con grande umiltà, un progetto che fosse sì, legato al mondo della moda e dell’arte, ma che potesse al tempo stesso “veicolare un messaggio per aiutare a salvaguardare il futuro di questo nostro mondo, diventando così ambasciatrice di una nuova armonia, grinta ed eleganza”.

La sua mission si traduce nella prima collezione, denominata HONEYMOON 1: un progetto di elevata innovazione tecnologica ispirato al Giappone, un mondo conosciuto in luna di miele, e quindi ispirato ai suoi profumi, colori, forme fluide e geometriche, rigorose e scanzonate. Per questa collezione, Silvia ha utilizzato materiali esclusivamente biologici ed ecologici (fibra di canapa, lino, seta, mais, latte, soya, ecc..), tinture naturali (curcuma, bacca di gardenia, cartamo, papavero, ecc..) e ha dipinto personalmente i capi a mano uno ad uno. Tutta la collezione è Made in Italy al 100%, e vanta una dettagliata tracciabilità e trasparenza della filiera certificata GOTS.

Grazie a questa collezione Silvia Giovanardi sta sostenendo organizzazioni che operano nel sociale, come l’associazione del memoriale del parco della pace di Hiroshima.

La sua filosofia “seansonless and genderless” porta alla realizzazione di un “modus vivendi” a 360 gradi, rispettando e miscelando tra loro moda, cibo, arte e fotografia, alla riscoperta dei valori profondi, come il rispetto per la madre natura, il suo ritmo, la sua bellezza.

Questo suo modo di essere e di creare ci ha incuriosito molto perché rispecchia l’anima del nostro blog … e così l’abbiamo intervistata!

Silvia, c’è la tendenza a sottovalutare nella moda l’importanza del rispetto dell’ambiente: come nasce questa tua attenzione alla moda sostenibile? Pensi che questa filosofia si stia diffondendo in Italia o siete ancora in pochi nella categoria dei fashion designer a crederci e a rimanere fedeli a questi valori? “Mi sono accorta che questa mia inclinazione è nata da un’esigenza intima e personale. Sono profondamente legata alla natura maestosa e selvaggia, prepotente ma saggia, come una madre, e amandola ho deciso di rispettarla, con tutte le mie forze, come una figlia che celebra l’amore per la mamma. Amerei che non ci fossero più distinzioni tra chi è “sostenibile” (amo piuttosto definirmi “leale”!) e chi non lo è; vorrei che arrivasse il giorno in cui questo modus operandi diventi la normalità… e se pur ancora lontani, siamo sulla buona strada!”

Secondo te, Silvia, c’è abbastanza formazione dedicata a questo ambito? “Non ce ne sarà mai abbastanza, perché la vera formazione consiste nell’avere passione e nello ‘sporcarsi le mani’ per imparare e per evolversi. Si potrebbe stimolare molto di più a livello educativo nella ricerca dei propri valori perché ciò aiuterebbe le persone a fare scelte diverse dall’ordinario per arrivare al cuore dell’esistenza”.

Cosa significa per te ‘essere glamour’? “Essere glamour per me significa riuscire a liberarmi delle sovrastrutture per essere autentica e semplicemente me stessa!”

Per le tue collezioni (per i tessuti e i colori in particolare), a cosa ti ispiri? “Mi ispiro a quella che trovo l’unica fonte di ispirazione possibile: l’AMORE. La mia prima collezione si chiama HONEYMOON 1, la prima parte del mio viaggio di nozze in cui ho vissuto un Giappone straordinario attraverso gli occhi di una donna innamorata, status che mi permette di cogliere la realtà che mi circonda”.

Quali sono i tuoi progetti futuri? “Ho un grande progetto che desidero realizzare affinché sia una fonte inesauribile di BENESSERE, un luogo olistico dove si possa dar vita alla natura e, attraverso di essa, creare opere d’arte indossabili ed edibili, per una completezza di nutrimento, da una parte, e di protezione e cura, dall’altra”.

Bellissimo progetto Silvia e noi di Glamour 2.0 ti ringraziamo per averci trasmesso l’Amore per la natura e la Passione per il tuo lavoro, e ti auguriamo di poter realizzare questo tuo progetto che ci piacerebbe vedere sviluppato!

Nella nostra photogallery scopri alcuni dei più bei modelli by Silvia Giovanardi ma ti suggeriamo di andare a conoscere più da vicino tutte le novità di questa giovane fashion designer sul sito https://silviagiovanardi.com/

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