La rivoluzione tessile di Rifò Lab nel distretto pratese.

Oggi vi presentiamo Rifò Lab, brand emergente del distretto pratese, in un’area in cui da qualche tempo si sta investendo sempre più nella ‘sostenibilità’.

Rifò Lab nasce per creare “sinergia fra tecnologia, impegno sociale e rispetto per l’ambiente ponendo l’attenzione su un design elegante e classico, qualità e cura per i dettagli” (www.rifo-lab.com).

La sua mission è molto attuale perché si sposa con il movimento globale sul clima. Infatti il brand si caratterizza da sempre per:

la sua maglia rigenerata 97% cashmere e 3% lana che viene ‘calata’ “per intero e cucita senza alcun genere di taglio”, mantenendo le caratteristiche della lavorazione artigianale per garantire capi di pregio, con uno scarto davvero minimo;

le sue t-shirt prodotte con un 1kg di scarti di cotone e 4-5 bottigliette di plastica, con soli 30 litri d’acqua contro i 2700 litri e i tantissimi pesticidi del cotone vergine utilizzato dalle industrie tessili.

Tutto il processo di riciclo è cerficato GRS (Global Recycling Standard), promosso da textile exchange, e i prodotti utilizzati sono del distretto tessile di Prato, nel raggio di 30km.

Glamour 2.0 ha incontrato Niccolò Cipriani, fondatore del brand insieme a Clarissa Checchi.

Niccolò, può raccontarci come nasce il brand? “Il brand nasce dalla mia recente esperienza di lavoro in Vietnam dove ho potuto constatare con i miei occhi il problema della sovrapproduzione che grava sul settore dell’abbigliamento. Le strade di Hanoi sono piene di negozi dal nome “Made in Vietnam” che vendono tutti capi di abbigliamento prodotti in Vietnam, esportati in Occidente, non venduti in Europa e rispediti in Vietnam per non abbassare i prezzi del mercato occidentale. Una volta non venduti, questi indumenti vengono direttamente gettati in discarica o in un inceneritore. Nell’industria tessile si produce molto di più di quanto venga consumato. Così ho pensato di riprendere la tradizione pratese del rigenerare tessuti, riciclare i vestiti che vengono scartati, per rifarci un nuovo filato”.

A chi si rivolge il brand? “Si rivolge a tutti coloro che cercano un’alternativa alle tradizionali catene di abbigliamento… che cercano un prodotto sostenibile a un prezzo accessibile, per tutti. Sono capi senza tempo, che tutti possono indossare, in qualsiasi stagione e momento”.

Cosa significa ‘moda sostenibile’ per Rifò Lab? “Per noi moda sostenibile significa utilizzare materiali riciclati e riciclabili, realizzare prodotti nel nostro territorio, a Prato, e incentivare un consumo razionale volto a coprire effettive necessità”.

Cosa significa ‘essere glamour’? “I nostri capi sono di qualità, sostenibili, responsabili. Per noi essere glamour significa quindi essere alla moda, sempre, ogni stagione, ogni periodo, ogni momento”.

Ci puoi anticipare quali sono i vostri progetti futuri? “Ci piacerebbe presto allargare la nostra raccolta di capi usati anche ai jeans e al cotone. Ci stiamo lavorando e speriamo presto di essere pronti a lanciarla”.

Grazie a Niccolò Cipriani per averci dedicato del tempo … noi, incrociamo le dita per voi!

E se volte conoscere più da vicino questo brand vi consigliamo di visitare il loro stand alla Mostra dell’Artigianato a Firenze dal 25 aprile al 1 maggio.

 

 

Lorena Antoniazzi: dalle nuove aperture di Cannes e Mosca ai progetti di formazione inhouse

Lorena Antoniazzi, brand umbro, della Sterne International SpA, nato nel 1993 come linea di maglieria in cachemire, ha sviluppato negli anni un proprio total look e “continua la sua evoluzione in ricerca e sperimentazione delle più esclusive tecniche di filato”.

Nell’ultimo anno il brand ha incrementato in maniera significativa il suo volume d’affari del +40%, grazie anche ad una maggiore presenza all’estero, in particolare nei mercati asiatici, nella cosmopolita Mosca, a Ibiza , fino a Cannes, dove Lorena Antoniazzi ha inaugurato lo scorso gennaio una boutique monomarca, proponendo uno stile casual chic. La nuova boutique si estende su una superficie di circa 100 mq ed è posizionata all’altezza del numero 23, Rue des États-Unis, a pochi metri dalla Croisette, una delle strade più visitate dal pubblico internazionale.

Lorena Antoniazzi è conosciuta per la sua produzione avanguardistica eco-sostenibile e per mantenere viva l’alta tecnica di filatura e tessitura che fanno parte dei c.d. “mestieri eccellenti”. E’ proprio da questa attenzione per gli aspetti più etici, per le risorse umane e per lo sviluppo di un lavoro radicato nel territorio che Lorena Antoniazzi promuove a partire da febbraio un nuovo progetto di formazione dedicato alle giovani maglieriste. Gli aspiranti nuovi professionisti iscritti, verranno affiancate da tutor-senior specializzati, con la possibile apertura di unità lavorative in azienda al termine del loro tirocinio formativo.

Con questo progetto, si conferma la politica del brand nel sostenere e valorizzare i giovani, considerati come preziose risorse e nuovi talenti del territorio umbro.

Nella nostra photogallery, la nuova boutique a Cannes http://www.lorenaantoniazzi.it

Attenta, particolare, pulita nelle linee: l’ultima collezione Marisé Perusia

Parigi e Londra puntano ormai alla moda sostenibile spingendo i brand ad essere più attenti all’impatto ambientale. E in Italia? Anche nel nostro Paese si comincia a percepire la moda sostenibile non più ‘di nicchia’ e Glamour 2.0 è nato con l’intento di raccontare la storia di questi brand che, senza rinunciare alla femminilità, realizzano capi che non passano mai di moda.

Oggi conosciamo Marisé Perusia, giovane brand, fondato nel 2016 da Roberto e Marisa, dopo anni di esperienza nel mondo della moda. Glamour 2.0 li ha intervistati, scoprendo una realtà molto interessante, localizzata in un posto naturalistico bellissimo. Marisé Perusia incorpora il concetto di moda sostenibile utilizzando fibre naturali, come bambù, cotone biologico, canapa, seta ahimsa e lenpur, che rispettano non solo l’ambiente ma anche il nostro corpo.

Roberto e Marisa, potete raccontarci come nasce il brand e a cosa si ispira per le creazioni? “Quest’avventura è iniziata trent’anni fa come fashionisti per importanti brand italiani, ma il nostro desiderio più grande era quello di creare un qualcosa di nostro, un marchio che potesse essere riconoscibile. Abitando in prossimità del Parco Nazionale del Trasimeno ci è venuto naturale l’aver pensato a un brand che rispettasse la natura utilizzando tessuti e materiali ecosostenibili”.

Quali sono i vostri valori? “La nostra mission è contribuire, se pur nel nostro piccolo, a diffondere il concetto di moda sostenibile per uscire dalla logica dell’ ‘essere di nicchia’ e far acquisire una consapevolezza e responsabilità collettiva. Qualche passo in avanti in Italia si sta facendo: infatti notiamo con piacere una maggiore sensibilità al tema della sostenibilità nel campo della moda e non solo, e ciò grazie al ruolo e all’attenzione che stanno ponendo i media su questo tema”.

Sapreste descrivermi con tre aggettivi l’ultima collezione firmata Marisé Perusia? “Attenta, particolare, pulita. Pur conservando in parte quelle linee che ci hanno sempre identificato, l’ultima collezione si distingue dalle precedenti per forma e colore: abbiamo ad esempio ridotto le linee asimmetriche, che in questa collezione sono meno abbondanti”.

Come interpretate il concetto di ‘glamour’? “Per Marisé Perusia ‘essere glamour’ non significa tanto seguire le ultime tendenze di moda, quanto avere una propria filosofia e un proprio stile di vita che ci rendono unici”.

Marisé Perusia si rivolge a “donne dinamiche, decise ma al contempo eleganti e casual” … è per tutte noi che ci vogliamo bene, che vogliamo bene al nostro corpo, indossando capi ipoallergenici senza trascurare la nostra femminilità.

Nella nostra photogallery alcune delle creazioni dell’ultima collezione, ma ti invitiamo a visitare il sito www.mariseperusia.it dove potrai scoprirai il mondo Marisé Perusia!

Emilio Cavallini e Opus Ballet Dance School per presentare la collezione SS19

Emilio Cavallini, simbolo di “creatività e tecnologia per uno stile inconfondibile”, rigorosamente Made in Italy, riesce a stupirci ogni stagione!

A conferma della capacità di questo brand a unire arte e moda, per la prossima, e ormai imminente, primavera estate Emilio Cavallini collabora con Opus Ballet Dance School di Firenze per presentare la sua nuova collezione che offre come sempre una ricca gamma di calze, collant, leggings, gambaletti, calzini ed abbigliamento seamless.

“Obiettivo di Emilio Cavallini è quello di fare del collant non più un semplice indumento di biancheria intima, ma un accessorio che accompagna e rende unico il più semplice degli abiti” … e devo dire che ci riesce bene!!!

http://www.emiliocavallini.com sul sito del brand scoprirai tutti i dettagli, nel nostro blog puoi già dare un’occhiata alla collezione SS19

 

 

 

 

Bags and shoes per il tuo San Valentino!

… proseguiamo con i nostri consigli per un’idea regalo per San Valentino, proponendovi la passione e l’amore che i due brand Danié Made in Sicily e Le Gabrielle shoes riescono a trasmettere con le loro creazioni e quindi adatti per questo giorno particolare.

Danié Made in Sicily propone una coffa in pizzo e cotone con secchi e decori in metallo dorato, nappina dorata con cristalli e charms in ceramica di Caltagirone decorato oro 24k www.daniemadeinsicily.it

Le Gabrielle invece propone degli zoccoli Ecate, in pelle di vitello e cavallino, con ornamenti in argento placati oro; le stelle ed il cuore sono dipinti a mano con colori ecologici. Sempre per Le Gabrielle, interessante è la linea Morgana: una collezione magica, interpretata proprio dalla “sinuosità della pantera” che, per le sue caratteristiche – pelliccia nera e occhi penetranti, uniti dal portamento – diventa simbolo di una donna ammaliante e seduttrice. Gli zoccoli Le Gabrielle Morgana sono realizzati in legno di tiglio e pelle; i disegni sono dipinti a mano con colori ecologici e le applicazioni sono in pietre dure, Swarovski e decorazioni in argento. www.legabrielle.com

 

 

 

Se vi siete persi le nostre info su Danié Made in Sicily, clicca su https://bit.ly/2mGVxny 

… a questo punto non ci rimane altro che augurarvi Buon San Valentino!

Pia Mariani: amori di gioiello

Tra una settimana è San Valentino e tra un impegno e l’altro, i giorni scorrono velocemente (‘solo ieri era Natale!’), mi ritrovo ad avere solo il we per pensare a ‘cosa posso farmi regalare’ o ‘cosa posso indossare’ per quel giorno … Glamour2.0 per tre giorni di seguito ti aiuterà col darti qualche consiglio, speriamo utile.

San Valentino = GIOIELLO! Non so perché ma scatta automaticamente questo pensiero. D’altronde come diceva Marilyn Monroe “Diamonds are a girl’s best friend”

… e il bracciale Le mille e una notte, creato e disegnato dall’eclettica jewelry designer Pia Mariani, può essere il regalo per il tuo San Valentino. Il bracciale, che fa parte della collezione “Sheherazade”, è una vera opera d’arte da indossare. Ispirato dagli elementi stilistici della moda dal Rinascimento ai giorni nostri, “Le mille e una notte” è stato selezionato come gioiello esclusivo per la fiera “PAD Genève ART + DESIGNER”, che si è svolta dal 31 gennaio al 3 febbraio 2019 da Kerry Gallery Paris.

Pia Mariani, dopo una laurea all’Accademia di Belle Arti di Brera dove riceve la lode in pittura, inizia subito a lavorare come designer per le creazioni di moda, tessuti e manifesti. Dopo 5 anni come indossatrice per famose case di moda – Pims, Soprani, Callaghan e Versace -, nel 1985 inizia la sua attività di design e di progettazione attivando collaborazioni con artigiani e orafi selezionati per studiare in dettaglio microscultura e tecniche per la creazione di oggetti preziosi, sia come pezzi unici che in serie. Dopo numerose collaborazioni con gioiellieri italiani ed esteri, e dopo un viaggio in Giappone, nel 1994 Pia Mariani inaugura il proprio brand, che si contraddistingue per una produzione indipendente, rigorosamente “Made in Italy”, in oro, diamanti e pietre preziose, frutto di una ricerca accurata.

Ne sito http://www.piamariani.com  troverai maggior dettagli; nel frattempo ‘puoi rifarti gli occhi’ ammirando alcuni dei gioielli di questa artista, e i suoi bozzetti, tra cui proprio il bracciale “Le mille e una notte”.

 

L’intimo di CasaGIN che sprigiona energia e benessere per il tuo corpo

CasaGIN è un giovane brand italiano, fondato nel 2017 a Padova da Daniela Prandin. Yoga, lingue e culture orientali, l’eco-friendly sono le passioni che Daniela è riuscita a ricreare nel suo brand, incrociando ‘armonia e benessere’, per uno stile di vita sostenibile e consapevole, senza mai dimenticare la cura per il proprio corpo.

Se indossando un capo firmato CasaGIN proverai un certo benessere e un’energia positiva, l’obiettivo del brand è raggiunto!

I valori di CasaGIN sono tre:

Genuino = i fornitori sono a km 0, perché ogni fase di produzione è svolta in aziende locali etiche

Innovativo = andare oltre, esplorare, con l’obiettivo di limitare l’inquinamento e gli sprechi

Naturale = tutti i filati derivano da tessuti naturali, realizzati secondo procedimenti ecosostenibili

… perché al centro c’è la persona!

E infatti non è un caso che il brand ha esordito con l’ ‘intimo’, che entra in contatto con la pelle e con le parti più delicate del nostro corpo. Le collezioni donna, uomo e bambino non sono stagionali ma durano nel tempo, allontanandosi dalla logica del fast fashion e dell’ “usa e getta”, per offrire al cliente un prodotto qualitativo, atossico, duraturo e riutilizzabile nel tempo.

Tutti i prodotti sono 100% Made in Italy, realizzati con filati di fibre vegetali biodegradabili di legno di faggio e foglia di eucalipto delicate sulla pelle e sicure per l’ambiente. E’ stata inoltre eliminata la plastica, ridotto al minimo l’utilizzo della carta e studiato modalità di riutilizzo dell’intero packaging. E’animal friendly’, per cui tutti i capi non contengono pelliccia, piume o pelle di origine animale.

 CasaGIN, l’abbigliamento che fa stare bene! è adatto al tempo libero e allo sport, come yoga, pilates, trekking e per gli sport invernali: dalle t-shirt alle canotte, agli slip, dolcevita, leggings, joggings o calzini, prodotti da materiali morbidi, traspiranti, anallergici, resistenti e certificati OEKO-TEX®, ovvero privi di sostanze nocive alla salute. Sono altamente indicati per chi ha la pelle molto sensibile o soffre di patologie dermatologiche.

CasaGIN nasce con lo shop online e successivamente allargata anche a rivenditori autorizzati; nel sito trovi tutte le novità del brand http://www.casagin.com e altre curiosità nel living, per la tua quotidianità.

 

 

I cappelli Montegallo 100% in paglia naturale per la tua primavera estate

Nelle Marche, considerato il più importante distretto del cappello a livello italiano e internazionale, si trova Montegallo http://www.montegallo.eu/it/ con le sue creazioni rigorosamente lavorate a mano dai maestri cappellai marchigiani, facendo tesoro dei segreti di una tradizione centenaria: la lavorazione artigiana del cappello di paglia intrecciata.

I cappelli Montegallo si rivolgono a “donne cosmopolite, ricercate, appassionate e divertenti” che amano accessori unici, ma ricchi di dettagli, perché sono personalizzati. In cosa si distingue un cappello Montegallo? Per l’ ‘eleganza’, la ‘semplicità’, e per quel tocco di ‘stravaganza’ che lo rende esclusivo.

I “best seller” sono i modelli “Rossella”, “Lady Texan” e il modello “Texan fringe Saint Tropez”: tutti in paglia 100% naturale. Ciò che li distingue è la lavorazione e il design.

 

I modelli “Rossella” e “Lady Texan” sono intrecciati e cuciti a mano, con una “falda straordinaria 24 cm, morbida” nel primo modello, mentre è rigida e larga per il modello “Lady Texan”.

Il modello “Saint Tropez” invece ha il cinturino in cuoio, una falda, con frange, medio larga, semirigida e con ferretto modellabile

 

 

 

 

 

 

 

A voi, alcune creazioni SS19 di Montegallo!

 

Flavia Amato ci racconta la sua linea all green firmata Malìa Lab

Malìa Lab è “un nuovo modo di vivere e pensare la moda” orientata al ‘biologico’, al ‘naturale’, con ‘manifattura artigianale’. Malìa è una giovane startup innovativa che si sta affermando nel Made in Italy.

Glamour2.0 ha avuto il piacere di intervistare Flavia Amato, l’ideatrice del brand nonché stilista e modellista, per conoscere meglio chi è, i suoi progetti, e altre curiosità!  

Flavia, puoi raccontarci come nasce il brand? “Tutto ha avuto inizio nelle Marche, dove ho frequentato il corso promosso da ISTAO (Istituto Adriano Olivetti), finalizzato allo sviluppo di startup innovative. Ritornata in Calabria, la mia terra, ho sviluppato il progetto che ho maturato durante questo corso, inaugurando nel maggio del 2016 il mio atelier di moda biologica, Malìa. Finalmente il mio sogno realizzato! E’ stato un traguardo non facile da raggiungere. La creazione di una linea all green è frutto dell’incrocio tra due mie grandi passioni: la ‘moda’ e la ‘cura del corpo’. La passione per la moda è genetica e fa parte di me: sono cresciuta guardando mia mamma e mia nonna cucire e con i racconti dello zio che era rinomato sarto, emigrato con successo nel Canada per le sue qualità. L’altra passione è per i cosmetici naturali, che in età adolescenziale era più una necessità per evitare sgradite reazioni a eccipienti sintetici dei prodotti commerciali. Una necessità che mi ha portato a studiare e applicarmi nell’arte, quella che in gergo comune si chiama “spignatto”, ossia nella produzione artigianale di cosmetici con ricette studiate per evitare additivi chimici ed eccipienti artificiali ma derivati dalla natura. I miei studi e il know how acquisito mi hanno sempre portato a considerare il Made in Italy come il nostro ‘cavallo di battaglia’, ma quando poi ho iniziato lavori di stage in rinomate aziende del settore abbigliamento mi sono trovata di fronte a una realtà dove la ‘qualità’ e la ‘cura per il processo produttivo’ erano valori spesso sottovalutati. Ed è così che ho iniziato a pensare che potevo contribuire a diffondere un concetto di moda più genuina, sana, più attenta a ciò che si realizza e a come lo si realizza. Un nuovo modo di vedere la moda’ secondo la logica ‘comprare meno, ma bene!’ E quindi un guardaroba che si contraddistingua nei dettagli, nei tessuti, nel processo rispettoso per l’ambiente e per l proprio corpo”.

Quando Flavia mi dici “curare il proprio corpo” cosa intendi esattamente? “Spesso si tende a trascurare o per lo meno si dedica meno attenzione alla cura della pelle: tenere a contatto la superficie cutanea a materiali trattati con elementi chimici irritanti è potenzialmente dannoso. I tessuti biologici certificati garantiscono una qualità dei filati migliore perché controllata e la produzione è realizzata senza impiegare additivi e sostanze pericolose per il benessere del nostro corpo”.

Quali sono per te gli elementi che caratterizzano una linea ‘all green’? Attenzione per l’ambiente e per il corpo, recupero dell’artigianalità e di tessuti secondo la tradizione ma innovandoli. Devo ammettere che l’idea di creare capi con tessuti biologici non è originale in sé, in quanto già da anni, diverse imprese hanno iniziato un percorso simile. Tuttavia, l’idea di coniugare uno stile ricercato, mai banale, più glamour, è un’idea innovativa, soprattutto se pensato per la quotidianità”.

A cosa ti ispiri quando crei? “A me stessa! Quando disegno una collezione sono sempre elettrizzata. E’ un vortice di emozioni, voglia, desiderio, ansia, meraviglia, sogno, speranza, che si alternano durante la fase di progettazione. La prima fonte di ispirazione quindi sono le linee che si creano nella mia immaginazione, capi che vorrei indossare o che mi piacerebbe creare per me. A volte vedo i campioni dei tessuti biologici e mi viene in mente cosa indosserei con quella nuance partecipando ad una festa, a un aperitivo o a una cena. La campionatura del tessuto ha sicuramente un ruolo importante, se non fondamentale, nella scelta del design. Toccando e saggiando le qualità del filato, la malleabilità, il grado di tensione, riesco ad immaginare quale forma e su quali linee principali possano svilupparsi i capi che andrò a realizzare e con quel particolare tipo di fibra. E come in tutte le espressioni artistiche, anche nella moda è fondamentale uno studio storico alla base, che ti permette di recuperare linee passate, rinnovandole, per essere di tendenza e al passo coi tempi”.

C’è un periodo della moda che più ti piace? “Le mie ispirazioni di stile sono da sempre legate agli anni sessanta e settanta. È una moda garbata, estremamente elegante, una moda che mi rispecchia e che amo rivisitare con i miei capi. Il bon ton, la sensualità femminile, di una donna che ama vestirsi bene, essere elegante e raffinata. Sono comunque sempre aperta a fare nuove esperienze che mi consentono di completare e arricchire il mio bagaglio conoscitivo. La produzione di un capo è un processo molto intimo, a volte dura per giorni, e non si interrompe finché non arrivo materialmente all’esecuzione e alla confezione del prototipo”.

Sei giovane, così come è giovane il tuo brand: quali sono i tuoi progetti futuri? “I miei progetti sono ambiziosi e dai traguardi non facili da raggiungere, ma d’altronde nella vita niente è facile! Sono ottimista di natura e fermamente convinta che se desideri qualcosa e se ti applichi, alla fine sarai ripagato. Io sono fiduciosa che la sostenibilità, anche nel mondo della moda, da scelta radical chic diventerà un ‘modello’ da seguire. Il primo obiettivo che mi pongo è quindi diffondere il marchio Malìa affinché diventi un brand di riferimento nella moda biologica. Nel far ciò è importante sensibilizzare il pubblico e farlo avvicinare a questo ‘mondo’. In fin dei conti, noi stessi siamo il mercato. Noi siamo la domanda e se la domanda cambia, il mercato si adatterà di conseguenza. Ben venga il ritorno alla qualità e al piacere di acquistare un capo realizzato rispettando alcuni principi e con materiali adeguati. ‘Malìa Lab’ non è solo un successo personale ma è anche il successo di un’idea. Il mio obiettivo a lungo termine è quello di creare una filiera regionale. Mi spiego. La Calabria è una regione abbandonata non solo dallo Stato ma anche dai propri cittadini. I terreni sono incolti e rimangono tali per tutta la stagione. Puntare sul settore primario, incentivando la produzione autoctona dei filati, per avere una fibra regionale a Km0, favorirebbe la creazione di posti di lavoro. Inoltre le scuole e le università potrebbero essere coinvolte in questo progetto: le scuole, per insegnare alle giovani generazioni il rispetto all’ambiente e per far scoprire loro la bellezza del ‘creare con le proprie mani’; con le università si potrebbero progettare fibre innovative, dagli scarti dei processi produttivi o dalle piante del territorio. Oltre a tutto questo, mi piacerebbe bandire un contest, per far emergere annualmente una/o stilista calabrese con l’opportunità quindi di presentare nuovi capi utilizzando i tessuti dell’atelier Malìa. Sai quanto interesse genererebbe! Sarebbe una crescita della comunità a 360°, perché è proprio quello che serve; il turismo non basta in quanto, a causa della carenza di servizi, si concentra solo nei mesi estivi di luglio ed agosto. Non penso di riuscire a cambiare tutto da sola, ma sono tante le piccole realtà regionali impegnate nella sostenibilità che potrebbero dare un contributo. Bisognerebbe avere il coraggio di ‘fare rete’, che è più facile a dirsi che a farsi, ma che beneficerebbe tutti”.

In sintesi, quindi, quali sono i valori del brand? Sostenibilità, etica, rispetto, recupero, innovazione sono i valori cardini del progetto Malia Lab: dare risalto al tessuto naturale, studiando forme eleganti e un design accattivante. Un guardaroba eco-etico che abbracci ogni stagione coniugando stile, passione e salute”.

Flavia, a che tipo di donna pensi quando crei? “Più volte mi sono posta questa domanda quando ancora progettavo il mio atelier…ma chi è il ‘cliente tipo’ di Malìa? Di fatto non c’è un ‘cliente tipo’ perché la mia linea soddisfa diverse esigenze e gusti diversi. Per il momento mi concentro sulla moda femminile, ma in futuro – anche questo rientra tra i miei ‘progetti’ – spero di sviluppare la linea bambino e la linea uomo, perché la moda sostenibile non è solo femminile! I miei capi sono pensati per donne di ogni età, purché ami vestirsi con gusto e dallo stile ricercato, senza essere appariscente o troppo vistosa. Lo stile che si associa alla parola moda biologica è quello delle “poche pretese”. Di fatto la moda biologica è associata ad un ‘sacco di juta’. Io ho cercato di dare uno stile e un taglio diverso. Di fatto, da capo “radical chic”, ristretto ad una nicchia di pochi “eletti” del fashion o dello stile sostenibile, si è rivelato un tipo di abbigliamento versatile, che attrae non solo le persone che sono attente a ciò che indossano, ma anche coloro che apprezzano la qualità del design, della confezione, l’artigianalità del prodotto, dell’abito su misura.

Sapresti descrivermi in tre aggettivi la tua collezione A/I? “Tre aggettivi sono pochi! Ma considerato che le collezioni Malìa hanno come filo conduttore la ‘sostenibilità’, l’ ‘artigianalità’, il ‘comfort’ e l’ ‘eleganza’, ti lancio tre aggettivi, corrispondenti ai tre colori base della collezione: il blu, il verde ed il marrone, che tingono di emozione il bamboo, la lana ed il cotone. I colori sono il bello della vita, arricchiscono gli oggetti, comunicano sensazioni e influiscono sullo stato d’animo. Il blu nella tonalità indaco, raffinato e sensuale, dalle sfumature violacee, è abbinabile anche al nero, per outfit sofisticati e di classe. Il gioco dei filati di lana con sfumature salvia, smeraldo e bianco, si fondono in una trama elegante, che arricchiscono i modelli e alleggeriscono la tonalità del verde, donando al capo uno stile senza tempo. L’arancione ed il marrone si fondono su una base nera per creare un caldo ruggine, una sfumatura che ci trasmette una sensazione di tepore e morbidezza, donando l’idea di un caldo abbraccio che ci riscalda. Su questi tre tessuti abbiamo modellato la maggior parte delle creazioni, partendo dal filato, dalla sua particolare colorazione, cercando di disegnare i modelli che siano in grado di dare la sensazione descritta. Tutto il design, come sempre, è filtrato attraverso i principi basilari del brand: la funzionalità, lo stile ed il comfort. Sono capi disegnati per ogni momento della nostra giornata, lavorativo o tempo libero, cercando di sfruttare al massimo le qualità e le peculiarità del filato, per renderlo quanto più confortevole. Se indossando i capi della collezione avrete le stesse sensazioni che ho descritto, avremo raggiunto il nostro scopo! E’ un guardaroba polivalente, per una donna che ama distinguersi con gusto, consapevole di indossare tessuti di qualità, e quindi preziosi, che solo i filati naturali possono dare”.

Cosa significa per Flavia essere ‘glamour’? “Letteralmente glamour significa ‘eleganza’, ‘sensualità’, ‘fascino’, ma assume poi diverse sfaccettature in base a come pensi ed intendi intimamente queste tre nozioni. La mia fonte di ispirazione è la stilista Coco Chanel, icona di stile ed eleganza. Coco Chanel era ed è il glamour. Una caratteristica che distingue il glamour dall’essere un semplice sinonimo di eleganza è la capacità di resistere allo scorrere del tempo. Creazioni eleganti e senza tempo sono glamour! E Coco Chanel rispecchia questo: uno stile che non muore mai, sempre attuale, sempre piacevole, sempre di classe. Una sua frase di Coco Chanel che cito con piacere è:

“La semplicità è la nota fondamentale di ogni vera eleganza”

Direi che nessuna frase possa riassumere meglio ciò che intendo per glamour. Per me l’eleganza è nella semplicità, ovvero dettagli e linee garbate, pulite, essenziali, che non sfocino nel ‘barocco’ e nel ‘volgare’, ma uno stile raffinato, il gusto di apparire facendosi desiderare”.

Non ci rimane che ringraziarti Flavia Amato per il tempo che ci hai dedicato nel raccontarti e nel raccontare il tuo brand. A Glamour 2.0 non rimane che continuare a seguirti nel tuo percorso di crescita, scoprendo le novità delle tue creazioni, e augurarti il meglio per i tuoi progetti futuri, incoraggiandoti a continuare a ‘creare’ coerentemente ai valori che il brand porta avanti.

 

Il Giardino planetario: la collezione SS19 di Loredana Roccasalva

“Il Giardino Planetario” è la collezione SS19 di Loredana Roccasalva che prende spunto da MANIFESTA 12, biennale di arte contemporanea che quest’anno ha scelto come sede Palermo.

Fusione

Inclusione

Sovrapposizione

sono i temi-chiave di questa collezione.

Immaginiamo … una passeggiata nel ‘giardino planetario’, dal paesaggio surreale, che porta al MuLINO, una fabbrica dismessa degli anni ’50 che sarà protagonista di un progetto di riqualificazione, a cura della stessa designer, per diventare un’area LAB mèta di “future fusioni e incontri planetari”. In tal senso, il Giardino planetario diventa una metafora della contaminazione e della trasformazione della materia prima del “granaio” in nuova essenza. Diventa la location per immortalare gli outfit di questa nuova collezione “in immagini senza tempo e legare il prodotto ai luoghi della sua trasformazione”.

E quindi, “i plissée rendono le forme più armoniche e sinuose, le gonne descrivono l’alternarsi dei volumi di questo giardino, a volte vaporose e rigogliose e altre, invece, fluide ed essenziali”.

 

I tessuti ritornano alla natura con filati naturali come, appunto, il plissée di georgette, oppure il lino bianco o naturale spalmato oro e ricamato, il broccato di cotone stampato con la fantasia del giardino planetario, l’organza di seta e per finire il tessuto con lavorazioni a forma di petali tagliato a laser. I fili di grano sono le lavorazioni protagoniste della collezione in chiffon di seta pieghettato e per i top in tulle di cotone. I colletti diventano preziosi accessori interscambiabili e i polsini hanno un design che sembrano bracciali di stoffa.

Le nuance che tingono i capi sono il rosso hibiscus intenso baciato dal sole, il bianco “profumoso” del gelsomino arabo, il nero profondo delle notti estive, l’oro che riecheggia le distese dei campi di grano a giugno, quando la terra sembra baciata dai raggi del sole.

“Nella fantasia del Giardino planetario i verdi del bosco si mischiano ad infiorescenze dal sapore tropicale”.

Per ripercorrere la storia di Loredana Roccasalva vi rimandiamo ad alcuni nostri articoli https://bit.ly/2H978ZG https://bit.ly/2VJHDBG mentre per visitare il sito del brand http://www.loredanaroccasalva.it/

 

Nella nostra photogallery alcuni capi della collezione SS19 del brand:

 

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